Marino: "Chiudete l'OPG di Montelupo". Sopralluogo a sorpresa con i NAS

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La relazione accerta il sovraffollamento: per ogni paziente tre metri quadri

Laura Montanari, da Repubblica

«L´Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo è una struttura da chiudere» dice il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione di inchiesta sull´efficacia del servizio sanitario che nei giorni scorsi ha visitato a sorpresa tutti e cinque gli Opg italiani. «Abbiamo trovato anche a Montelupo una situazione grave, un sovraffollamento disumano. In una cella c´erano fino a nove pazienti con uno spazio di tre metri quadrati a testa». Assieme a Marino c´erano i carabinieri del Nas che hanno redatto un verbale in cui si legge: «Al momento del controllo ci sono 170 pazienti. I due padiglioni che ospitano gli internati si presentano con evidenti carenze strutturali dovute alla vetustà degli edifici».
Macchie di umidità sui muri e sui soffitti, intonaci scrostati, celle anguste. «I servizi igienici di alcune celle sono risultati luridi, con urine sul pavimento, il cattivo odore si avverte in molti ambienti» si legge. L´arredamento è quello carcerario e «in alcuni casi con materiale di risulta sono state costruite mensole per il deposito di oggetti vari». Gli investigatori spiegano che essendo in corso dei lavori di ristrutturazione nelle “terza sezione”, nelle stanze di quell´area dell´Opg sono affollate fino a sette persone. «Al primo e al secondo piano dell´edificio (sezione Arno e Torre) sono presenti celle fino a 9 posti letto con un sovraffollamento che impedisce ogni movimento alle persone ospitate».
Nella relazione dei Nas si fa notare che non mancano gli spazi verdi (c´è un campo da calcio e un´azienda agricola dove lavorano alcuni internati, come ha spiegato la direttrice Maria Grazia Grazioso) e che nell´ispezione degli armadietti farmaceutici non sono state riscontrate violazioni.
Problemi invece per due pazienti che il giorno precedente la visita erano stati messi nei letti di contenzione, cioè legati e di cui però non è stata trovata alcuna traccia registrata nel diario clinico. In tutta Italia ci sono sei Opg, per un totale di 1.500 pazienti: «il 40% sono persone dimissibili, che potrebbero dunque lasciare le strutture» spiegano i senatori della Commissione parlamentare di inchiesta sull´efficacia e l´efficienza del Servizio Sanitario Nazionale (oltre a Ignazio Marino del Pd, il relatore di maggioranza Michele Saccomanno del Pdl e il relatore di minoranza Daniele Bosone). «Sono stati dei sopralluoghi a sorpresa, effettuati con i Nas – ha raccontato Marino -.I manicomi criminali praticamente non sono stati chiusi, sembra un problema di nicchia perché parliamo di 1.500 persone, ma è un problema di civiltà». Bosone ha citato un aforisma di Fedor Dostoevskij: «Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni». E in queste ultime ci sono anche gli ergastoli bianchi, cioè pazienti che di proroga in proroga della misura restrittiva, dall´Opg non escono più.

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