Marina Valente, Osteria Calcutta

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Libro intrigante, purtroppo per ora interrotta, di una associazione di Promozione Sociale laica, libertaria e autogestita che ha lavorato all’interno dello slum di Sarada Pally, luogo poverissimo alla periferia sud di Calcutta in India.
Vi si narrano le molteplici iniziative create per aiutare i 2500 abitanti dello slum: un centro medico, un dispensario, corsi di alfabetizzazione, attività di microcredito e attività con donne e bambini.
La particolarità di questa associazione, che la rende diversa da esperienze simili, è data dalla scelta di impegnare volontari non professionali, provenienti anch’essi da fasce marginali della società italiana, quindi operai, disoccupati e persone con difficoltà di adattamento.
Lo strano nome “Osteria” è dovuto al tentativo di ricreare l’atmosfera e la solidarietà delle antiche osterie di paese dell’Italia che fu, per dare un senso più vero e familiare alla difficile attività da svolgere.
Un libro che scorre rapido, intriga e indigna allo stesso tempo.
Il racconto riporta le difficoltà, i successi, il devastante impatto con la mafia e i poteri forti dell’India di oggi, paese che è noto alle cronache per i clamorosi successi economici ma che nasconde al suo interno la miserrima condizione delle basse caste, delle donne e dei bambini, con una popolazione al 50% analfabeta e che vive in condizioni di povertà estrema.
Ma è anche e soprattutto una storia di speranza, di sogno che ci dice che, con fatica e difficoltà, è possibile mettere in pratica un’utopia concreta.
Il libro “Osteria Calcutta”, edito da Sensibili alle foglie, costa 15 euro ed è in vendita, con lo sconto del 10%, alla Bottega delle Economie Solidali “EquAzione” alle Piagge.

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