14 novembre 2018

Mangiati il panino de' Ghiotti: per una sana e robusta Costituzione

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Quando via Sant’Egidio incrocia via della Pergola non lasciatevi sfuggire l’occasione di comprare un po’ di pane, qualche affettato, delle frittelle o un pezzo di pizza al Forno de’ Ghiotti. Ci siamo andati per farci un panino qualche giorno fa e siamo rimasti sorpresi per il clima piacevole e accogliente che vi abbiamo trovato, molto raro nella “città dei bottegai” per definizione (uno dei motivi per cui su queste pagine non trovate quasi mai pubblicità di attività commerciali).

Però… considerato che siamo nella Firenze in cui vengono uccisi Samb e Diop e si archivia tutto, in cui si combattono i poveri invece che contrastare la povertà e si mette in strada chi non ha una casa; in cui la polizia carica i disperati e le istituzioni allontanano le persone “di etnia rom” dalla stazione e in cui Casa Pound esprime solidarietà al Partito Democratico e apre tranquillamente “centri culturali”; considerato che indefessamente l’amministrazione persiste nel non rimuovere le tante barriere architettoniche ancora esistenti o, per finire, c’è qualcuno che avvelena cani e gatti con polpette speciali… un’isola di civiltà dichiarata e ostentata sin dalla vetrina ci pare un interessante fenomeno da far conoscere.

Ghiotti panino
Davide, proprietario del Forno de’ Ghiotti

Perché il Forno de’ Ghiotti accoglie i suoi potenziali clienti quando sono ancora sul marciapiede con un bel cartello colorato. Avverte così che quell’ottimo pane in vendita non è per tutti: non è cosa per i razzisti ad esempio, o per gli omofobi o per tutti coloro che discriminano il diverso, che cancellano nella loro quotidianità i diritti del prossimo. E Davide, il giovane proprietario del forno (nella foto) sempre dietro il bancone, questa gente non la sopporta e la invita, educatamente, a farsi una pizza più avanti, da qualche altra parte.

Sono passati un paio di anni da quando litigammo con una fornaia di Sant’Ambrogio perché discriminò pesantemente un ragazzo senegalese che si era affacciato alla porta della sua bottega. Quella persona era un cittadino e poteva essere un cliente, un venditore, un turista, chiunque insomma, ma appena entrò nel negozio fu cacciato a male parole solo per il “colore” della sua pelle.

Oggi ci riconciliamo con la categoria ed è un giorno speciale, perché c’è ancora chi preferisce una società di sana e robusta Costituzione al profitto immediato.

Una piccola nota finale. Se conoscete a Firenze e dintorni altri negozi esplicitamente “dalla parte giusta” segnalateli nei commenti qui sotto.

Per conoscere in anteprima Il Forno de’ Ghiotti visitate invece la sua pagina Facebook, poi andateci di persona e fatelo conoscere.

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