Mancano gli insegnanti per i bambini disabili. La rivolta dei genitori.

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di Elisa Assini

«Mancano gli insegnanti di soste­gno a Firenze. Siamo pronti a ricorre­re al Tar per chiedere ciò che ai no­stri figli spetta di diritto». È l’allar­me- denuncia lanciato ieri da un gruppo di genitori delle scuole che fanno parte del circolo 12, nel corso di una tavola rotonda organizzata dall’«Associazione Genitori Democra­tici » di Firenze. Quattro istituti com­prensivi di scuola primaria e dell’in­fanzia e 23 bambini cui è stata certifi­cata la disabilità.

«Quest’anno, però, gli insegnanti di sostegno concessi sono stati solo pari a nove cattedre e mezzo», de­nuncia una mamma. Una media infe­riore a un insegnante ogni due bam­bini. Troppo poco per le famiglie, che attaccano: «Nove alunni dei 23 hanno una disabilità riconosciuta al 100% — continua ancora la mamma — Questo vuol dire che non posso­no stare da soli, devono essere segui­ti durante tutto l’orario scolastico. Ci era stato garantito che in questi casi sarebbe stato nominato un docente di sostegno per ogni bambino. L’aiu­to di cui hanno bisogno deve essere costante e non è coperto dal numero di insegnanti concesso».

Il dirigente scolastico ha più volte sollecitato l’Ufficio scolastico regio­nale per capire il perché delle riduzio­ni e chiedere più insegnanti, ma sen­za risultati: «L’unica soluzione, che però è inaccettabile — dicono i geni­tori dei bambini — è stata quella di concedere maggiori ore di sostegno a chi ha problemi più gravi, e toglier­ne agli altri. Il risultato è che chi l’an­no scorso era seguito dodici ore que­st’anno lo è solo per cinque, sei, al massimo sette ore».

Per ora, le famiglie hanno fatto fronte alla situazione di tasca loro, pagando un insegnante esterno che sta con i piccoli alunni quando man­ca il sostegno: «Sono 150 euro al me­se, lo facciamo per il bene dei nostri figli, ma non ci sembra giusto. La ri­sposta dell’Ufficio scolastico è sem­pre la stessa: mancano i fondi. Ma non si può certo tagliare sulla salute di un bambino malato». Per questo hanno deciso di procedere per vie le­gali: «Siamo esasperati — continua un papà — Se l’insegnante di soste­gno si ammala non viene sostituito prima di cinque giorni; in quel lasso di tempo cosa devo fare? Tengo mio figlio a casa? È pur sempre scuola del­l’obbligo ». Il primo passo sarà allora quello di presentare un esposto al di­rigente scolastico. «Il secondo quello di scrivere una lettera al provvedito­rato, in cui si chiede il motivo della situazione» affermano i genitori, che hanno già contattato un legale.

Hanno come alleato l’assessore re­gionale all’Istruzione Gianfranco Si­moncini. Nei giorni scorsi, incontran­do una delegazione di genitori del co­mitato Disabilandia della Provincia di Livorno, ha affermato: «La Regio­ne è solidale con i genitori degli alun­ni disabili e intende valutare forme e modi per dare un sostegno alle fami­glie impegnate in una azione, anche legale, per veder riconosciuti i diritti dei propri figli». L’assessore ha poi annunciato anche l’intenzione di scri­vere al ministro per sollecitare una revisione della politica di tagli.

[Fonte Corriere Fiorentino]

0 Comments

  1. Maurizio

    Chi è la Gelmini? Da dove arriva? Come mai fa il Ministro della Pubblica Istruzione? Con quali credenziali meritocratiche? Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di esecutrice dei tagli, niente più. Esegue come un soldatino mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però si sono accorti tutti del tipo di riforma e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Gli ultimi fatti sono sotto gli occhi di tutti: approfitta dell’agosto scorso per cancellare con un tratto di riga 40.000 precari, si becca continue manifestazioni e NO GELMINI DAYS ed ora la sentenza del TAR che la commissaria sulla graduatoria dei precari. In qualsiasi paese normale avrebbe dovuto rassegare le dimissioni, ma dove la trovano un altro soldatino che esegue gli ordini senza far domande? W L’Italia meritocratica… W La coerenza… E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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