24 settembre 2018

Malumori e dissensi da Campi Bisenzio alla Provincia

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Quando si arriva al dunque, al momento di prendere la decisione, le gambe iniziano a tremare.
Dopo dieci anni di discussioni improvvisamente l’inceneritore diventa pericoloso: le diossine fanno paura. I diesse di Campi, con il sindaco Fiorella Alunni in testa, puntano i piedi e non vogliono più l’impianto. Almeno non nel territorio di Case Passerini. “Campi non può sopportare due impianti nel raggio di pochi chilometri”, dicono. Presto infatti anche Prato dovrà scegliere se costruire un nuovo inceneritore, probabilmente al Macrolotto. E allora spunta l’ipotesi di costruirne uno solo che copra le esigenze di Firenze e Prato.
Una soluzione che ha riscontrato favori da più parti, compreso quello di Legambiente Toscana. Un modo per spostarlo un po’ più in là riversando i disagi su qualcun altro, localizzandolo nel mezzo fra le due province. Intanto l’assemblea della direzione del partito campigiano approva con solo 3 voti contrari su 60 presenti un documento che chiede che l’impianto si costruisca Osmannoro 2000.
E’ dunque spaccatura nella Quercia: da una parte Firenze, a testa bassa verso l’inceneritore nella Piana, dall’altra Campi che sembra storcere il naso, ma che non è escluso che presto possa cedere alle “lusinghe” della fazione più forte del partito. Sarà perché così si rischia di far saltare un accordo che avrebbe garantito ai comuni della piana ben 35 milioni di euro. Sarà perché adesso Firenze e Sesto minacciano di andare avanti da soli con la soluzione Case Passerini e di lasciare Campi con un palmo di naso.
E questo non è il solo fra gli scossoni che nelle ultime settimane ha visto vacillare l’accordo per l’inceneritore. La maggioranza che governa la Provincia (l’organismo dal quale dipende la decisione finale) è entrata in crisi sull’argomento: Verdi e Comunisti Italiani si sono schierati per il “no” all’inceneritore. Tre consiglieri (uno dei Verdi e due del Pdci) che non sono sufficienti a mettere a sfiduciare l’amministrazione, ma che rappresentano il simbolo della ribellione della coscienza contro una scelta irragionevole.
La sensazione insomma è che adesso la sciagurata soluzione dell’inceneritore mostri delle grosse crepe. Intanto lentamente procedono le politiche per incentivare la differenziazione: a settembre partirà a Peretola un progetto pilota. E l’assessore provinciale all’ambiente Nigi, forse un po’ intimorito dall’ira dei cittadini all’assemblea ha previsto tempi non brevi ed “una strada lunga per arrivare alla decisione finale, non in pianura, ma una bella ‘pettata’ (ripida salita, n.d.r.)”.
Parole che lasciano sperare o che mettono in guardia su un colpo di mano estivo?

“TERMOVALORIZZATORE”
Le prossime tappe
SEDE DECISA > entro il 30 settembre
APPALTO ASSEGNATO > novembre 2006
IMPIANTO IN FUNZIONE > estate 2009

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