Mai come la mamma

image_pdfimage_print

oggi. Ieri erano le nonne, le zie, le levatrici, a dare poche e semplici istruzioni sul da farsi (magari anche scorrette o frutto di superstizioni), oggi le mamme possono avvalersi dell’assistenza dei medici e dei farmaci più moderni e sicuri. Purtroppo non è così in tutti i paesi del mondo, ma anche dove il sistema sanitario è avanzato, come in Italia, le mamme sono spesso vittime di informazioni che hanno poco o niente a che fare con la salute.
Al congedo dall’ospedale dopo il parto una ricetta prescrive a quasi tutte di integrare l’allattamento al seno con il latte artificiale di cui, assai spesso, si suggerisce la marca da utilizzare. Qualche mese dopo le stesse mamme ricevono a casa propria una valigetta colorata, “Diventare mamma”, in cui in trovano riviste, guide, depliant, infarciti di accattivanti reclames di prodotti sostitutivi del latte materno. Le stesse pubblicità, insieme a sconti e promozioni, campeggiano ben visibili anche in farmacia o negli ospedali. Le ditte produttrici sono spesso sponsor di convegni di pediatria e, per esempio, appaiono a turno sulla guida annuale InfoNascita dell’ospedale di Careggi. Questo bombardamento pubblicitario delle aziende costituisce una continua violazione delle norme del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno emanato da Organizzazione Mondiale della Sanità e Unicef nel 1981 e ratificato anche dal nostro paese. Il Codice ha lo scopo di proteggere l’allattamento al seno, vantaggioso per la salute del bambino e della madre nonché socialmente ed ecologicamente meno costoso, e di consentire che la decisione di allattare possa essere presa in base a informazioni scientifiche e non commerciali. Perciò il Codice proibisce che tutti gli alimenti sostituivi del latte materno (compresi biberon e tettarelle) per bambini al di sotto di 6 anni di età, siano oggetto di pubblicità, promozioni, distribuzioni e forniture gratuite agli ospedali. Nel 2000 le 6 multinazionali produttrici (Nestlé, Milupa, Humana, Mellin, Abbott, Heinz) sono state multate dall’Antitrust italiano per aver formato un cartello che consentiva un abbassamento dei prezzi e un accordo di turnazione sulle forniture ospedaliere. Nello stesso anno una circolare dell’ex Ministro Veronesi ha recepito per esteso tutti i divieti e le sanzioni previste dal Codice OMS. Malgrado ciò l’aggressività delle ditte non è venuta meno. Mentre l’OMS raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita e suggerisce di continuare ad accompagnarlo ad altri cibi fino a 2 anni, nei reparti maternità italiani solo il 30% dei bambini è allattato al seno a 3 mesi di età, a 1 anno lo è meno del 3%.
Se le mamme italiane sono vittime di pubblicità ingannevole e possono risultare più esposte, insieme ai loro bambini, ad alcune malattie e infezioni, le conseguenze dell’uso del latte artificiale nei paesi del sud del mondo, dove è diluito troppo e in acque malsane, sono devastanti. Un medico pakistano ha dichiarato che prescrivere latte artificiale ai bambini delle baraccopoli equivale a firmare il loro certificato di morte. Si stimano in circa 4000 i bambini che ogni giorno muoiono nel Terzo Mondo per la cosiddetta “malattia da biberon”, un insieme di denutrizione, diarrea e disidratazione che debilita il bambino fino alla morte. Nelle Filippine una pediatra ha osservato una notevole diminuzione della mortalità infantile nel suo ospedale dopo aver proibito l’ingresso di campioni gratuiti e la somministrazione del latte artificiale a tutti i neonati.
Purtroppo in questi paesi, dove la pubblicità delle ditte alla ricerca di nuovi mercati è invasiva, è forte la convinzione che la fredda e povera polvere, ma prodotto del ricco e civile Occidente, sia migliore del latte della mamma, in realtà ricco di nutrimento e anticorpi per combattere le infezioni. Le compagnie commerciali non hanno nessun ritegno a dichiararsi irresponsabili: il loro prodotto funziona benissimo, che non ci siano le condizioni igieniche e sociali che ne consentano un uso corretto, è una questione che a loro non interessa.

Info: Movimento Allattamento Materno Italiano, tel. 055/2341156, www.mami.org, e-mail: info@mami.org; Rete Italiana Boicottaggio Nestlé, tel.06/8271545, www.ribn.it, e-mail: ribn@yahoo.com; Gruppo Consumo Critico e Boicottaggio, Firenze Social Forum, e-mail: noglobar@libero.it.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *