Mafia in Toscana

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L’associazione dei parenti di via dei Georgofili, vittime dell’attentato mafioso del 1993, ha scritto una lettera aperta a Totò Riina per conoscere l’elenco dei beni a lui confiscati dallo Stato. Una richiesta in polemica con lo stesso Stato, che per l’associazione non è in grado di conoscere nel dettaglio e quindi far affluire i proventi delle confische al Fondo istituito per il sostentamento delle vittime della mafia come previsto dalla legge 512 del 1999. Ma la questione mafiosa in Toscana non è legata solo agli strascichi dell’attentato di via dei Georgofili. Oggi la Toscana piace, e molto, alle varie mafie presenti nel nostro paese. La mafia italiana, ma anche quella russa, albanese e cinese, sottraggono sempre maggiori fette di territorio alla legalità. è la denuncia della Direzione Nazionale Antimafia che analizza il fenomeno nella nostra regione. I traffici illeciti sono, per la DNA, i classici della letteratura mafiosa: droga, prostituzione, riciclaggio. La Toscana recita il rapporto: “offre a molti gruppi criminali la possibilità di intraprendere le attività illecite più svariate […] per questo motivo è destinata a crescere l’obiettiva tendenza dei gruppi criminali organizzati a fare della realtà toscana un punto di riferimento particolarmente appetibile […], è facile mimetizzarsi per sfruttare al meglio tutte le opzioni che il quadro sociale ed economico propone».
Un allarme da non sottovalutare, che anche la società civile deve saper cogliere al meglio. Non è un caso che prossimamente Libera Informazione, la fondazione creata da Luigi Ciotti per informare su questo inquietante fenomeno, allargherà il suo impegno anche alla Toscana.

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