Mafia, 7 studenti su 10 ignorano la strage dei Georgofili

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La strage dei Georgofili

di Gaia Rau*

Quasi sette studenti toscani su dieci non sanno cosa sia stata la strage dei Georgofili, pur ritenendo che nella loro regione siano frequenti casi di infiltrazioni mafiose. E’ il dato shock che emerge da uno studio presentato nel corso della festa nazionale di Libera, in corso a Firenze fino a martedì prossimo. Oggetto dell’indagine, un campione di 23 scuole superiori, per un totale di 759 studenti coinvolti.

Nel sondaggio è stata inserita una domanda sulla strage del maggio 1993, in cui persero la vita cinque persone fra cui la piccola Caterina Nencioni, 50 giorni di vita, e la sorellina Nadia, di nove anni: il 67,5 per cento degli intervistati ha risposto di non averne mai sentito parlare. Più di un terzo del campione, inoltre, ha dichiarato disinteresse o disgusto per la politica, mentre il 38,2 per cento si informa ma non vi partecipa attivamente. Il 77,6% degli studenti toscani, poi, ritiene l’estorsione fra le attività illegali più connesse al fenomeno mafioso, il 59,8% lo spaccio di droga, il 41,7 % la corruzione dei pubblici dipendenti.

Un quesito era incentrato sui fattori sociali che spingono le persone a entrare nella mafia: il 50 per cento delle risposte hanno fatto riferimento al contesto in cui si è cresciuti (famiglia e ambiente), il 23,6 per cento ha invece attribuito la responsabilità all’assenza delle istituzioni e alla mancanza della cultura della legalità e il 17,5 per cento alle difficoltà economiche e a quella di trovare un lavoro. Quanto alle motivazioni individuali a far parte della mafia, il 57,2% degli studenti toscani ritiene che la molla sia costituita dal desiderio di soldi e potere.

“Davanti a questi dati – ha commentato Francesca Rispoli, responsabile settore formazione di Libera – è necessario richiamare le istituzioni e la politica alle proprie responsabilità ed a un impegno maggiore nella lotta alla mafia e contro la corruzione”.

*Repubblica Firenze

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