Mad Pride, malati mentali in piazza a Torino contro l'attacco alla legge Basaglia

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L’orgoglio può essere della comunità omosessuale, ma anche dei cosiddetti “malati mentali”, il giorno dopo il Gay Pride le strade di Torino si tornano a riempire per il Mad Pride. Orazio paziente psichiatrico e ideatore dell’evento dice: “Visto che i gay hanno il Gay Pride anche noi abbiamo diritto al Mad Pride!”. La richiesta dei partecipanti è una maggiore integrazione delle persone affette da disturbi psichici con il resto della società. Punto caldo la riforma della legge 180, voluta da Franco Basaglia negli anni ’70. Il nuovo disegno di legge presentato da Carlo Ciccioli permetterebbe il trattamento sanitario obbligatorio per periodi fino a sei mesi. Tra i manifestanti in molti vedono questo cambiamento come la possibile riapertura dei manicomi. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/18/pride-giornata-dellorgoglio-malati-mentali/199805/

Abbiamo rilanciato questo video di Cosimo Caridi dal Fatto Quotidiano che documenta il “Mad Pride” a Torino, nell’intento di portare l’attenzione sulla possibile approvazione di un aberrante disegno di legge – ddl Ciccioli, dal nome del parlamentare PdL che ne è relatore – che riporterebbe indietro di decenni la cura della malattia mentale, a tutto vantaggio delle cliniche private.
In questo periodo non si fa che parlare di economia, di crisi, spread e default, ma intanto sotto sotto c’è chi continua a lavorare per favorire gli interessi di pochi a danno dei diritti dei molti, e dei più deboli.
Per un’analisi critica degli aspetti peggiori di questo ddl, riportiamo di seguito un pezzo di Giusi Marcante dal manifesto.

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Chi lo propone assicura che non si tratta di una revisione della legge Basaglia ma tra gli addetti ai lavori è già partito l’allarme e ci sono appelli, come quello degli 11 direttori dei Dipartimenti di salute mentale dell’Emilia Romagna, che chiedono al presidente della Regione Vasco Errani di scongiurare l’approvazione di un disegno di legge approvato lo scorso 17 maggio in commissione affari sociali alla Camera con i voti favorevoli di Pdl e Lega e quelli contrari di Pd, Radicali e Idv.

Il disegno di legge in questione è sponsorizzato dal deputato Carlo Ciccioli del Pdl, psichiatra marchigiano che taccia di nostalgie sessantottine la collega Margherita Miotto del Pd e il senatore Ignazio Marino che hanno urlato il suo sdegno per questo progetto legislativo. Il testo introduce alcune novità che erano già state fermate più di un anno fa dalla mobilitazione di familiari e pazienti. Entrando nel merito è l’introduzione del Trattamento necessario extraospedaliero prolungato a far tremare le vene ai polsi. L’articolo 5 infatti parla del TSNP (trattamento sanitario necessario prolungato) “senza consenso del paziente (…) in strutture diverse da quelle previste per i pazienti che versano in fase di acuzie. Ha la durata di sei mesi e può essere interrotto o prolungato nelle comunità accreditate e nelle residenze protette”. Un colpo all’attuale disciplina del TSO che si può praticare solo nelle strutture pubbliche, i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura delle Asl. Per Angelo Fioritti, il direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna è un chiaro esempio dell’aspetto “custodiale” che caratterizza questo disegno di legge. Modifiche vengono introdotte anche al TSO che viene prolungato dai sette giorni attuali (rinnovabili) a quindici giorni, sempre rinnovabili.

Gli otto direttori dei Dipartimenti di salute mentale dell’Emilia Romagna sono compatti nel pensare che “l’impatto sulla psichiatria dell’approvazione di questa legge sarebbe devastante”. Nell’appello inviato a Errani intitolato “L’unica cosa di cui non abbiamo bisogno”, si sottolinea che trent’anni di psichiatria dopo la legge Basaglia hanno dimostrato che l’uso degli strumenti obbligatori “non produce salute e può avere pesanti conseguenze in termini di allontanamento dai processi di cura”. Insomma pazienti che rischiano di essere rinchiusi per mesi ma soprattutto un altro approccio nel rapporto psichiatra/paziente. Per Pdl e Lega questa legge interverrebbe sui vuoti dell’assistenza psichiatrica, darebbe risposte alle famiglie che si sentono sole e eviterebbe le tragedie che la cronaca nera rubrica come raptus. Le associazioni di familiari che si stanno mobilitando sanno perfettamente che l’attuale psichiatria ha molti aspetti che hanno bisogno di essere migliorati ma nel disegno di legge sentono l’odore degli interessi della sanità privata.

A Bologna la redazione di Psicoradio, che realizza la trasmissione che va in onda sul circuito di radio di Popolare Network, si propone come snodo di informazione e di raccolta della protesta. Tutte le informazioni su www.psicoradio.it

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