10 dicembre 2018

Lo sfratto in agguato

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Giuliano Lunetti, classe 1931, si definisce un fiorentino storico. “Ho sempre vissuto qui a Firenze, a Santa Croce. Solo per un po’ di tempo ho vissuto all’estero. Sono stato sposato 25 anni, poi mi sono separato e sono venuto a stare qui, da single. In questa casa ci vivo dal ‘95… Qui nel quartiere mi conoscono tutti. Facevo il sarto ed il tappezziere. Adesso sono in pensione, ma faccio qualche lavoretto per la gente del quartiere, qui in casa dove ho il mio laboratorio. Ho sempre pagato l’affitto, trecento euro al mese. Il mio sfratto non è per morosità, ma per un abuso edilizio… sono stato condannato per ‘inadempienza contrattuale’”.
L’abuso del signor Lunetti consiste nell’aver fatto un piatto doccia in cucina. Secondo la sentenza di condanna, avallata dalla perizia tecnica di un architetto, il peso del piatto avrebbe compromesso la stabilità dell’edificio! La sentenza non lascia di stucco solo noi: anche l’Assessore alla casa Paolo Coggiola, intervenuto a fare da mediatore, sbotta: “Anch’io ho fatto l’architetto, ma bischerate come questa non ne ho mai fatte! È evidente che hanno trovato un cavillo legale per buttarlo fuori.”
La legge non fa sconti, però, o almeno non al Lunetti, che è stato condannato allo sfratto. Inoltre, visto che ha perso la causa, per le spese legali gli viene detratto anche il quinto dalla pensione, minima, di seicento euro al mese. Ci dice ancora il Lunetti: “Nel bagnetto attaccato alla camera da letto ci sta solo il wc. E io che faccio, non mi lavo? Con il proprietario precedente mi ero messo d’accordo a voce e gli andava bene. Diamine, mi disse, ci mancherebbe, sennò come ti lavi? Poi lui è morto e il nuovo proprietario, che poi sarebbe il genero, mi ha fatto causa e l’ha vinta. Il palazzo è tutto suo. Gli altri due appartamenti li ha già ristrutturati per venderli. Manca solo il mio.”
L’esecuzione dello sfratto è già stata rimandata cinque volte. Il Lunetti da “fiorentino storico” è uno di quei testardi che ancora credono che legge e giustizia siano la stessa cosa: non ha intenzione di cedere.
E arriviamo al 12 di aprile. “Forse oggi è la volta buona…” sospira il padrone di casa parlando con i poliziotti e con l’ufficiale giudiziario intervenuti per lo sfratto esecutivo. Ma il resistente Lunetti anche stavolta non è solo. Il Movimento di Lotta per la Casa, l’Unione Inquilini, il Comitato dei residenti di Santa Croce e anche il parroco di Sant’ Ambrogio hanno lanciato un appello contro lo sfratto. E l’appello è stato raccolto dal Firenze Social forum, da numerosi immigrati, da consiglieri comunali tra cui Ornella De Zord1o di Un’altracittà/unaltro mondo. Ma anche tante persone comuni hanno sentito la necessità di essere in Via de’ Macci in questa fredda mattina.
Il folto presidio ha impedito anche oggi che il Lunetti fosse buttato fuori di casa. Quando si è capito che lo sfratto non si sarebbe fatto è saltato fuori un banchino con pane e salame, panettone e caffè per una pausa più serena, per il momento.
Lontano dalla folla il proprietario è inviperito e si sfoga con l’ufficiale di polizia: “Non potete continuare ad illudermi e prendermi in giro! Io non ho fatto nulla di male, ho una sentenza che mi dà ragione. Eppure sono stato messo alla gogna da tutti i giornali! Io continuo a spendere soldi e questo signore continua ad occupare la mia casa illegalmente!”Poi l’assessore Coggiola interviene per mediare, e lo sfratto è rinviato all’otto di giugno.
Due mesi in cui l’assessore Paolo Coggiola si impegna a trovare una soluzione. “Non è facile perché ufficialmente il signor Lunetti è stato condannato per abuso edilizio, e la normativa non prevede che possa accedere al bando per le case popolari. Quindi deve essere assegnato provvisoriamente ad un affittacamere gestito dal Polo per le marginalità e poi entrare in lista nel bando per gli alloggi popolari. Ma cercheremo una soluzione diversa.”
Ma perché la legge obbliga a questo percorso tortuoso? “La normativa troppo blanda degli anni ottanta ha portato a diversi abusi nelle assegnazioni – ci spiega l’assessore – si è così istituito un sistema di regole più rigide, che spesso contrastano con la dignità della persona”.
Parole giustissime. Però la proposta dell’Unione Inquilini, che chiede all’amministrazione un segnale forte per riaffermare il diritto alla casa, non suscita il suo entusiasmo. “Il comune deve fare una requisizione della casa per ordine pubblico” dice Giuseppe Sorrentino del Comitato dei residenti di Santa Croce,.”questo provvedimento può bloccare gli sfratti anche se sono ormai esecutivi“. “Lo strumento della requisizione è giustificato solo se c’è effettivamente un problema di ordine pubblico” ribatte l’assessore.
E le duecento persone in strada? “Scelte politiche così si fanno se c’è grande coinvolgimento popolare. Se qui ci fossero non duecento ma duemila persone, allora potremmo farlo, altrimenti siamo impotenti”, conclude l’assessore.
Sembra che ci facciamo sentire troppo poco, dunque. Sembra che i nostri amministratori non sentano forte il nostro appoggio, nonostante il recente successo elettorale.
Non è la prima volta che diciamo che alla nostra amministrazione manca un po’ di coraggio, oggi ce lo confermano loro stessi. “Forza Coggiola”, la società civile è con te.

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