15 dicembre 2018

Lo schiaffo neoliberista

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San Paolo del Brasile, 27 gennaio

Oggi la globalizzazione neoliberista ci ha colpito in faccia, in maniera netta e diretta. Ci ha fatto disperare.
Sono a San Paolo ospite di Casa Vida, una comunità che accoglie 14 bambini sieropositivi. Sono insieme ad una delegazione della Rete Radie Resch, un’associazione italiana impegnata da quasi quarant’anni nella solidarietà internazionale. Fra qualche giorno raggiungeremo Porto Alegre.
I bambini di Casa Vida sono splendidi, fantastici, sono due giorni che ci sorridono, ci stringono, ci accompagnano in giro e vivono con noi. Ieri mattina Yurema, una delle bambine, è stata ricoverata d’urgenza in ospedale. Un’infezione alle vie respiratorie. Il “Lupus eritematodes sistemico” è una malattia opportunista, si insinua in chi ha il sistema immunitario fragile, inesistente, è una malattia imprevedibile come molte altre che colpiscono le persone sieropositive. Oggi tre di noi sono stati a trovarla in ospedale. Yurema è in fin di vita, si trova nel reparto di rianimazione di uno degli ospedali di San Paolo. Senza speranza.
Sono, siamo a terra, come tutte le sue amiche ed i suoi amici, gli ospiti di Casa Vida. In questi anni di lotta nel Nord del mondo, con il lavoro di giornalismo di base all’Altracittà e in Agenzia di Base, impegnato con gli altri della redazione, con gli amici di Lilliput e quelli del Social Forum a raccontare gli effetti della globalizzazione economica, quella delle riforme del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale avrò, avremo affrontato centinaia di volte il tema dell’accesso ai farmaci per le popolazioni del Sud del mondo. Ma gli occhi di Yurema non li avevo mai incrociati.

È qui che si muore, che si nasce già predestinati, dove tentare di curarsi dall’HIV e da altre malattie altrettanto gravi è pressoché impossibile a causa degli alti prezzi dei farmaci, buoni – se così si possono definire – per i sistemi sanitari pubblici dei paesi come il nostro ma assurdamente alti per chi vive con pochi dollari. Qui in Brasile il salario d’accesso nel mondo del lavoro equivale a circa 90 Euro al mese.
Provate voi a curarvi l’Aids con questa cifra.
Mi rivedo nei mesi scorsi insieme a tanti altri attivisti a parlare del sistema dei brevetti sui farmaci, a cercare di spiegare a quella piccola parte della società italiana che riusciamo a raggiungere quanto siano negative per la maggioranza della popolazione mondiale le riforme neoliberiste. A cercare di costruire un’alternativa a questo sistema privo di giustizia. In queste ore provo una forte frustrazione. E tuttavia sono ancora più convinto che la strada intrapresa è quella giusta.
C’è una foto nel corridoio che unisce l’ingresso alle camere di Casa Vida. Yurema indossa la maglia del Brasile e con molto orgoglio tiene un pallone sotto il braccio. Vederla sorridere è stupendo, oggi allo stesso tempo ti distrugge dentro.

Quando Julio, il responsabile del centro, ha raccontato agli altri bambini della visita in ospedale non ha nascosto nulla, il colloquio con la dottoressa è stato riportato fedelmente. Gli occhi di tutti noi si sono riempiti di lacrime, alcuni bambini hanno pregato, poi l’abbiamo fatto tutti insieme, credenti e non. Alla fine con la voce rotta dal pianto ha congedato i bambini che sono andati nelle loro stanze a piangere, a sostenersi a vicenda. Ci ha confermato l’evidenza. In Casa Vida l’ipocrisia non ha ospitalità, ci ha confermato quanto sia importante dire con molta franchezza le cose come stanno. È in questo modo che i bambini riescono a vivere con più serenità. Ai più potrà sembrare un discorso paradossale, ma è proprio così, quei bambini sono sereni. Nella tragedia, e non è la prima volta che succede, riescono ad essere loro stessi, comprendono la gravità della situazione e la affrontano con molta dignità e partecipazione.

Julio Lancellotti è un prete della teologia della liberazione, avversata dalla Chiesa ufficiale e dal Papa in prima persona. Ha fondato Casa Vida per dare una speranza ai bambini che nascono sieropositivi e che le famiglie abbandonano. È attivo dalla parte dei poveri da molti anni. Insieme a lui abbiamo commentato l’uccisione del Sindaco di Sant’André, uno delle tante città che costellano San Paolo, 23 milioni di abitanti in tutto. Celso Daniel del Partito del Lavoratori aveva un ruolo di primo piano nell’organizzazione della campagna presidenziale per Lula, futuro presidente del Brasile secondo molti sondaggi. Futuro presidente del Brasile per tutti coloro che credono che un altro mondo sia davvero possibile.
Inevitabilmente il discorso scivola su Porto Alegre, sul significato che assume per il Brasile il World Social Forum in un momento così tragico, di quanto sia importante costruire un’alternativa al pensiero economico dominante insieme, con forza e in tutto il mondo.

La sua omelia domenica mattina era dedicata agli oppressi.
Durante la messa ha consegnato ad un rappresentante della delegazione italiana un mazzo di fiori, presi tra quelli che ornavano l’altare. “Andate al Forum Sociale, portate questi da parte nostra, noi non ci saremo di persona, ci rappresenterete.” Decine di persone, donne, uomini, famiglie, anziani, giovani lo hanno applaudito.

San Paolo del Brasile, 1o febbraio

Yurema è morta.
Stamattina alle 7 il suo corpo ha ceduto al bombardamento di farmaci con cui i medici di San Paolo avevano tentato di salvarla dall’infezione respiratoria.
Subito David, Elaine, Jussara, Paloma, Thais, Fabiola, Renon, Dayana, Raffaella, Carolina, Andrè e Vinicius, i bambini di Casa Vida, sono stati svegliati, hanno ascoltato le parole di Julio Lancellotti che annunciava la sua morte.
Una delegazione del nostro gruppo lascerà i lavori del Word Social Forum per partecipare ai funerali che si terranno domattina alle 8 presso la chiesa di Casa Vida.

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