Lo Stato ha ucciso Carlo Giuliani. Di nuovo

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di Giuliano Giuliani*

L’abbiamo attesa a lungo, ieri la decisione è arrivata. La Quarta sezione della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo si è pronunciata sul ricorso presentato dalla famiglia in relazione all’omicidio di Carlo, ricorso che a suo tempo la Corte aveva considerato ricevibile, e ha condannato lo Stato italiano per violazione dell’articolo 2 della Convenzione, che riguarda appunto il diritto alla vita.

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Carlo Giuliani, ucciso dai Carabinieri durante il G8 di Genova nel 2001

Vale la pena di leggere il brano specifico: la Corte ha rilevato che “l’inchiesta non ha esplorato le ragioni per cui Mario Placanica – ritenuto dai suoi superiori incapace di proseguire il suo servizio in ragione del suo stato fisico e psichico – non sia stato immediatamente condotto all’ospedale, sia stato lasciato in possesso di una pistola carica e collocato in una jeep priva di protezione che si è trovata isolata dal plotone che aveva seguito”.

La Corte considera che l’inchiesta avrebbe dovuto valutare aspetti dell’organizzazione e della gestione dell’ordine pubblico, “poiché c’è un legame tra il colpo mortale e la situazione nella quale si sono ritrovati Filippo Cavataio e Mario Placanica. In altri termini l’inchiesta non è stata adeguata nella misura in cui non ha ricercato quali siano state le persone responsabili di questa situazione”. Cioè, secondo la Corte, la stessa legittimità della difesa trova la sua origine nella responsabilità di chi dirigeva le operazioni nella piazza. Insomma, la Corte ha risposto positivamente ad una delle questioni fondamentali che abbiamo sempre sostenuto. E’ persino ovvio che alle responsabilità della catena di comando in piazza Alimonda corrispondano le responsabilità politiche e della più complessiva gestione dell’ordine pubblico a Genova, che si è tradotta nell’assassinio di Carlo, nelle violenze per strada, a Bolzaneto, al Forte San Giuliano, alla Diaz. D’altra parte anche la sentenza emessa nel processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio aveva affrontato la questione, e sostenuto che la dura risposta dei manifestanti in via Tolemaide e dintorni era stata motivata dalle cariche violente e ingiustificate dei reparti di carabinieri.

Resta un punto sul quale proseguiremo la nostra iniziativa: sul corpo di Carlo vengono commesse violenze vergognose, persino una pietrata sulla fronte per allestire la sceneggiata del sasso alla quale si presta un vice questore (ricordate: “bastardo, l’hai ucciso tu, col tuo sasso”). Sono violenze vergognose, compiute da rappresentanti dello Stato, che devono essere riconosciute e colpite. Per averle consentite, lo Stato non dovrà essere soltanto condannato, ma dovrà finalmente chiedere scusa.

* Giuliano è il padre di Carlo

0 Comments

  1. luciano

    violenza chiama violenza, la debolezza di un’ossesiva ideologia come quella dell’estrema sisnistra ricorre alla violenza proprio perchè è debole , inconsistente ed autoritaria, un’intelligente ed ironica ma pacifica protesta coavrebbe fatto molto più rumore, vorse la sinistra aveva bisogna di un altro morto per non morire

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  2. Maurizio Sarcoli

    quello che mi stupisce è la mancanza di pensiero che sta dietro a commenti come il precedente: “violenza chiama vilenza” (!?)
    Non stiamo parlando di uno scontro tra fazioni politiche (esempio l’estrema sinistra contro l’estrema destra) ma dello stato che uccide un suo cittadino e ne torura e ferisce decine di altri per affermare cosa?
    L’impossibilità del dissenso rispetto alle scelte del governo? Ma poi di quale estrema sinistra vai cianciando? a Genova c’era Casarini come c’erano le suore a dimostrare.
    Non ti vergogni Luciano a smettere di pensare? “Il sonno della ragione genera Mostri”, rifletti, Maurizio Sarcoli

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  3. valeria

    le cose vanno giudicate sempre nel contesto specifico e non nella globalità soprattuto se c’è una vita spezzata di mezzo, in questo caso non ci si può aspettare che un ragazzo seppure in divisa (che comunque resta un ragazzo) isolato in mezzo alla violenza dei manifestanti (di cui faceva parte attiva il giuliani con tanto di passamontagna in testa per nascondere l’identità di chi compie atti non legali e violenti) con la tensione in corpo di una giornata folle (sia per chi era in divisa che per i manifestanti pacifici) causata da una mala gestione assoluta degli alti reparti delle forze armate, vedendosi all’angolo con uno incappucciato che gli sta per sfondare il vetro e il cranio con un estintore non reagisca….penso che chiunque di noi avrebbe reagito.
    A me spiace per la famiglia giuliani…ma il figlio ha tenuto un comportamento anti sociale ad alto rischio e ne ha pagate le conseguenze peggiori una grossa dose di responsabilità ce l’ha pure lui e chi come lui faceva parte dei manifestanti violenti.
    Penso che anche il carabiniere che ha sparato dovrebbe chiedere i danni, si è rovinato la vita per la mala gestione di quel maledetto g8, mi sembra assurdo che i giuliani vogliano continuare a martoriarlo in questo modo, era un ragazzo come il figlio…e se il carabiniere non avesse avuto l’arma nessuno ci può dire chi dei due avrebbe perso la vita..visto che si può anche morire con un estintore tirato violentemente in testa…..se tu mi attacchi io mi difendo e in questo particolare frangente non c’entra lo stato c’entrano 2 persone e pochi attimi “morte tua vita mia” … se perdi contro lo stato che ha gestito male il g8 e che poi ha portato a questo spiacevole evento…non puoi rifarti sul Placanica…a questo punto più che la morale sembra guidare l’economia….brutta cosa da dire ma la penso così.
    Rimane il fatto che il giuliani non era un manifestante ma in quel frangente un delinquente che non ha valutato i rischi di certi comportamenti uniti allo stress di persone lasciate allo sbaraglio.

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  4. Lorenzo Guadagnucci

    Carlo Giuliani e Mario Placanica non erano alla pari, in quel
    frangente. Una pistola non può essere paragonata a un estintore,
    lanciato da una distanza di oltre tre metri e con zero possibilità di
    colpire alla testa chicchessia (l’apertura posteriore della jeep dei
    carabinieri è poco più grande di un estintore). L’azione di Giuliani
    era illegale, ma come dice la madre la pena di morte per una cosa del
    genere è forse troppo. Io credo che sia molto sbagliato legittimare
    l’uso delle armi. Il Gsf alla vigilia delle manifestazioni aveva
    chiesto che le forze di polizia non portassero armi da fuoco, ma la
    richiesta fu respinta
    Non va poi dimenticato che all’origine dei disordini ci fu una carica
    al corteo delle tute bianche che i tribunali italiani hanno definito
    illegittima, tanto che chi reagì lanciando pietre e altro è stato
    assolto per legittima resistenza. E’ proprio su questo punto, cioè la
    gestione dell’ordine pubblico e le responsabilità delle forze
    dell’ordine, che il giudizio della corte europea convince di meno (in
    primo grado era stato opposto e alla famiglia Giuliani era stato
    riconosciuto un risarcimento).

    La vicenda di piazza Alimonda purtroppo non è stata mai approfondita
    in un dibattimento, che avrebbe forse chiarito meglio la dinamica dei
    fatti: l’inchiesta è stata archiviata, scagionando Placanica per avere
    agito in condizioni di legittima difesa e facendo un uso legittimo
    delle armi, ma ha lasciato più dubbi che certezze. Secondo la versione
    accettata dal pm, Placanica sparò vero l’alto e il proiettile fu
    deviato da un calcinaccio; un’altra perizia e la stessa autopsia
    dicevano che il colpo fu invece diretto, ad altezza d’uomo (e le foto
    disponibili vanno nella stessa direzione).

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  5. annina

    Placanica è un delinquente, doveva farsi uccidere, lui e gli altri che stavano nella jeep, perchè era armato, essendo un delinquente? Ma perchè Carlo Giuliani aveva il passamontagna? non per ripararsi dal freddo, visto che aveva la canottiera, forse per far capire che non c’entrava con la guerriglia, e l’estintore doveva servire a spegnere gli animi?

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  6. Ale

    Caro Sig. Giuliani, se fosse accaduta una cosa del genere a me (cosa molto improbabile perchè io non vado ad attaccare polizia e carabinieri per partito preso), mio padre, pur nel suo straziante dolore per la perdita del figlio, avrebbe detto che me la sono cercata. Cosa ci faceva li suo figlio con un passamontagna indossato e un estintore tra le mani? Per caso lo stava per lanciare verso il mezzo dei carabinieri bloccato??Altro che omicidio di Stato

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  7. ABCATJIA1943

    Questa volontà di perseguitare ad ogni modo Placanica è come se il padre di Giuliani volesse in qualche modo perdonarsi la mala crescita del figlio. A botta calda ebbe a dire (tornate indietro nel tempo e leggete le interviste dell’epoca) più o meno così: purtroppo mio figlio era una testa calda, fin da piccolo ci ha dato molto da fare e quando c’era una situazione “difficile”mio figlio era sempre li. Certo queste sono le mie parole, ma il sunto è questo. Allora, cosa si è scatenato in questo padre in tutti gli anni seguenti? Il senso di colpa di questa gioventù vissuta senza regole, da contestatore di professione era la sua sconfitta, e questa sconfitta vuole farla pagare ad un giovane ragazzo dell’età di suo figlio che si è visto assaltato con un estintore da un energumeno incappucciato che aveva il preciso intento di danneggiare. Cosa fa un ragazzo dentro una camionetta, improvvisato (purtroppo da quelli più Grandi di lui) agente dell’ordine, con una pistola in mano, in una situazione simile? Spara, spara!!! Il resto sono chiacchere, montature. Lo sparo è stato per Placanica la morte come per Giuliani, solo che Giuliani è morto definitivamente mentre Placanica vive morendo ogni giorno di più. Questo è quello che vedo io.

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  8. Lisa

    c’è gente che nemmeno davanti a un ragazzo morto rinuncia a sputare sentenze. questi psicologi della domenica dovrebbero almeno avere rispetto per il dolore degli altri, e non parlare di cose di cui sanno poco o niente.

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  9. ABCATJIA1943

    Per Lisa, quanta malevolenza c’è nelle sue parole signora Lisa!! Nessuno vuol fare della psicologia, solo dei commenti. Lei faccia il suo, che al nostro ci pensiamo noi.

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  10. Elisabetta

    Certo che una pistola non è alla pari di un estintore, ma Giuliani di certo non aveva preso quell’estintore per spegnere un incendio, ma per tirarla alla camionetta,solo il gesto palesava chiaramente le sue intenzioni poi con quel passamontagna nessuno lo avrebbe riconosciuto così l’avrebbe passata liscia eh si proprio un martire a cui intitolare le piazze..basta incolpare SEMPRE lo Stato per qualsiasi cosa, la verità è che se l’è cercata punto.

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  11. Maurizio Sarcoli

    L’idea che sta sotto agli interventi di elisabetta e ABCATJIA1943 è che il cittadino se ne deve stare zitto e buono ad aspettare che la classe dirigente ditsrugga questo paese per interesse personale o della propria parte politica, la delega espressa dal voto non è una scelta rinnovata ogni volta, ma una cessione del proprio senso critico e della propria autonomia di giudizio.
    La violenza delle istituzioni a Genova verso i manifestanti ha mandato all’ospedale numerosi pacifici cittadini, cioè lo stato uccide e violenta i suoi cittadini, perché ha il monopolio della forza e chi si oppone alle violenze viene ucciso o imprigionato.
    Chi è stato vittima di violenza deve subire oltre il danno la beffa di essere trattato da pericoloso sovversivo: pensiamo alle armi che dissero di aver trovato per giustificare l’irruzione all Diaz e poi sono risultati attrezzi prelevati dalle forze dell’ordine in un vicino cantiere.
    Una domanda: Se i responsabili delle forze dell’ordine già condannati in due gradi di giudizio, sono stati promossi anziché rimossi dagli incarichi, quelli che devono proteggerci non rischiano di diventare una minaccia?
    Invito i qualunquisti dal giudizio facili a informarsi perchè i prossimi potrebbero essere loro, leggiamoci tutti il libro di Guadagnucci (che si è preso le manganellate alla Diaz) e Agnoletto “”L’eclisse della democrazia”.
    Lasciamo riposare i morti in pace, Maurizio

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  12. ali

    che tristezza Valeria veder legittimata la violenza di stato! Giuliani non avrà avuto di certo un comportamento modello, ma il clima instillato nelle forze dell’ordine in quei giorni non era certo volto a pattugliare, ma più che altro a scoraggiare la protesta, in qualunque forma essa si fosse espressa.

    Spero che non le capiti m,ai di doversi rimangiare i suoi pensieri

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  13. nonrappresento

    ke profondo senso di tristezza vedere gente ke è così egoista e pensa solo a se!! Vorrei vedere se al posto di Carlo c erano i loro figlioletti !! è facile aprire bocca e dare fiato quando una situazione non ci tocca ed è proprio questo uno dei motivi principali ke rovina il mondo intero, L’EGOISMO MARCIO!! Ho conosciuto talmente tanti figlioletti di poliziotti e carabinieri di cui anke figli di marescialli ecc ke si divertivano a spaccare le makkine della gente o a fare tanti di quei danni ke dio solo lo sa…. eppure … avevano sempre il culetto parato… ma poi vista l’informazione sempre censurata e riferita a comodo loro mi sembra assurdo credere a tante cazzate!! Come il famoso massacro alla Diaz…

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