Lo sfratto arriva col postino. Venti famiglie al Ponte di Mezzo devono lasciare casa entro un mese

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di Duccio Tronci

Il Comune di Firenze ha imposto il diktat: “Entro un mese dovete lasciare quelle case”. E’ quello che sta succedendo a una ventina di famiglie italiane, che dal 1990 occupano alcune abitazioni popolari al Ponte di Mezzo. Nonostante paghino l’indennità di occupazione, Palazzo Vecchio ha dunque deciso di sfrattarli. A darne comunicazione ai diretti interessati è stata una lettera ricevuta in questi giorni dagli stessi inquilini. Si tratta dell’ennesimo episodio che mette in luce in città la gravissima emergenza-casa. Nelle abitazioni situate in via Carlo del Prete, via Rossellini, via Piaggia e via Enrico il Navigatore vivono persone che dopo venti anni sono radicate sul territorio. A denunciare il problema è il leader del movimento di lotta per la casa Lorenzo Bargellini: “Non ci piace il modo in cui il Comune si è posto rispetto a questo problema – ha sottolineato – inviando una lettera, che è una sorta di brutto ultimatum. Se il Comune ha bisogno di quelle case – ha aggiunto – poteva rivolgersi alle persone concertando per loro una soluzione alternativa”.

L’amministrazione comunale aveva più volte insistito sulla necessità di ristabilire la legalità, ponendo fine alle occupazioni. Ma in tutti i casi, quelli delle occupazioni collettive come delle abitazioni popolari, aveva sottolineato la necessità di trovare in anticipo una soluzione alternativa. Adesso in quelle case al Ponte di Mezzo abitano anche persone anziane e disabili. “Non si può pensare di risolvere il problema dell’emergenza abitativa liberando venti alloggi popolari, scatenando una guerra contro i poveri – ha proseguito Bargellini – chiediamo che, in vista delle elezioni regionali, le istituzioni decidano per una sanatoria che nella sostanza blocchi gli sfratti. A lungo termine, poi, il problema si risolve recuperando le tante strutture abbandonate in città, destinandole all’edilizia residenziale popolare”. Le famiglie, ora, temono il peggio. E sperano nell’intervento delle istituzioni che fermi l’annunciato sfratto. Proprio per questo, domani sera alle ore 21, presso la casa della cultura di via Forlanini, si terrà un’assemblea pubblica sulla vicenda.

Fonte Nuovo Corriere di Firenze

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