Lo scandalo fiorentino delle 4.000 bici abbandonate

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di Ernesto Ferrara per Repubblica

Bici rimosse, nessuno le riprende. E il Comune ormai non sa più dove metterle: le due depositerie gestite dalla Sas – in via Allende alla Mercafir e al Lotto Zero sotto il viadotto dell´Indiano – sono ormai gonfie all´inverosimile, contano qualcosa come 3.886 biciclette e, secondo la Sas, ci sarà posto per nuovi arrivi fino a tutto il mese di settembre. Poi o si inizia a smaltire quello che ormai assomiglia ad un cimitero più che a un deposito, oppure basta rimozioni.

E´ una delle grane di fine estate per gli uffici comunali e per la Sas, la società a capitale interamente pubblico che si occupa anche della manutenzione strade e delle transenne. E che ora si trova con due strutture ingolfate di bici, in gran parte rottami abbandonati da più di un anno (sono 1.749 quelle in queste condizioni), di cui non sa assolutamente cosa fare. Ogni mese i vigili rimuovono circa 200 bici perché in divieto di sosta o abbandonate: le affidano ai carrattrezzi della Sas che le portano prima, per i primi 2-3 mesi, al deposito di via Allende. Poi, dopo qualche mese, al cimitero del Lotto Zero. E solo il 10% dei proprietari va a recuperare la bici rimossa in depositeria. Perché?

Il costo non è eccessivo: si pagano 11 euro per la rimozione, il deposito è gratis. Poi però c´è la multa per l´infrazione commessa: 38 o 74 euro a seconda della violazione. Chi pagherebbe una cifra variabile tra i 50 e gli 80 euro per una bici che magari costa 20-30 euro? Eppure di più non si può fare, dicono dal Comune e dalla Sas, le tariffe di rimozione sono già ridotte all´osso e le sanzioni hanno un costo di legge che non si può modificare. Forse è la scomodità dei depositi: per le prime settimane la bici rimossa rimane in via Allende a Novoli, poi viene portata al Lotto Zero. Prima però occorre andare comunque in via Allende: è lì che si paga per il deposito e si viene identificati per la multa (che poi arriva a casa), poi se la bici non è più lì si deve rimontare in auto o in bus e arrivare all´Indiano. Un´odissea a cui si prestano in pochi.

E così il mucchio aumenta. Solo dopo un anno la bici passa di proprietà: a quel punto il Comune può farne cosa vuole. Fino a qualche mese fa le affidava alla cooperativa di ex detenuti Ulisse, che le rimetteva a posto in un´officina a San Salvi e le rimetteva sul mercato (con scarso successo) o le usava per il noleggio. Ora la convenzione con Ulisse è scaduta e le bici continuano ad aumentare: secondo Sas, tra un mese, se arriveranno altre 2 o 300 bici come avviene solitamente – salvo casi eccezionali come la mega-rimozione effettuata ala stazione (6-700 bici in un colpo) – non ci sarà nemmeno più il posto. Qualcuno aveva pensato addirittura di fare una mega asta per smaltire i depositi ma poi l´idea è naufragata perché si tratta in gran parte di rottami fuori mercato. «Rinnoveremo presto la convenzione con Ulisse», annuncia l´assessore all´ambiente Stefania Saccardi.

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