L'isolotto chiede il 'porta a porta'

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All’isolotto i cittadini non vogliono fare la fine della Campania. “I rifiuti devono essere una ricchezza – dicono – non un problema”. Per questo invitano il Quadrifoglio ad adottare in tempi brevi, nel territorio del quartiere, la raccolta differenziata “porta a porta”. Una richiesta in questo senso è stata consegnata all’Amministratore Delegato di Quadrifoglio Livio Giannotti e al Presidente del Quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio, insieme alle prime cento firme (raccolte in appena una settimana) in rappresentanza delle numerose realtà che hanno costituito un “Coordinamento propositivo” sul tema. Fra queste, la Comunità di Base dell’isolotto di Enzo Mazzi, la Commissione Ambiente del Quartiere 4, Legambiente, alcune rappresentanze sindacali del Quadrifoglio, i circoli Arci del quartiere, gruppi, associazioni e liberi cittadini sensibili alla questione. Obiettivo: tracciare la strada verso “Rifiuti Zero”, strategia già adottata da numerose realtà italiane e non, per riciclare la gran parte dei rifiuti e minimizzare gradualmente la parte di rifiuto non differenziabile. “Nì”, è stata la risposta del Quadrifoglio ad un primo incontro con il Coordinamento: “Siamo disponibili a discutere, all’isolotto come negli altri quartieri della città, sui metodi per potenziare la differenziata – ha detto Giannotti – ma in un quartiere dove già si raggiungono percentuali del 40% credo sia sufficiente continuare a sensibilizzare il cittadino, mantenendo però la raccolta con i cassonetti. Il “porta a porta” consente di arrivare a percentuali molto alte di differenziazione (con la sperimentazione a Peretola dal 4% si è passati al 61% in sole cinque settimane ndr), ma crea anche problemi sui tempi e le modalità di ritiro del rifiuto”. Questione di risorse, fa intendere l’”aziendalista” Giannotti. La palla passa così alla politica: ridurre la quantità di rifiuti da mandare in discarica fa risparmiare, ma gli investimenti servono prima, per adottare le tecniche del “porta a porta”. Intanto, il Presidente del Quartiere 4 si pone nel ruolo di mediatore: “Certamente la questione tocca la sfera politica – dice D’Eugenio – e sta a noi raccogliere lo stimolo che arriva da un quartiere di 68.000 abitanti. Mettiamoci ad un tavolo ed apriamo una discussione per stabilire quali siano le soluzioni praticabili”. Ed ecco allora che interviene Mazzi, perché una discussione sulla riduzione dei rifiuti non può toccare il tema degli inceneritori: “Quando insegnavo nelle scuole – dice – portavamo i ragazzi a vedere la magnificenza dell’inceneritore di San Donnino. I tecnici ci spiegavano che non c’era nessun rischio per la salute. Si è saputo solo dopo che per anni abbiamo mangiato – e forse ancora mangiamo – frutta e verdura contaminata dalla diossina. Chi ce lo assicura che la tecnologia che ci presentano adesso con i ‘nuovi’ inceneritori non sia anch’essa nociva?”. E’ proprio questa la vicenda che tocca di più i cittadini dell’isolotto, che dal basso chiedono di “essere informati e di contare di più sulle scelte che toccano da vicino la salute nostra e dei nostri figli”.

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