10 dicembre 2018

L’Isola è già famosa

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L’Isola del Riuso e del Riciclaggio cresce. Dopo l’inaugurazione del nuovo punto di raccolta e vendita di San Donnino, accanto all’ex inceneritore, la gente comincia a parlarne. Il quartiere ha attivato un progetto per la raccolta della carta, con un concorso per gli abitanti della zona. Se ne è accorto anche qualche giornale, Nazione compresa. Poco tempo fa è arrivata una troupe della Rai, che sta lavorando a un dossier da mandare in onda il prossimo autunno. Intanto un cortometraggio girato lì ha partecipato ad un concorso sulle imprese sociali, ed è arrivato tra i finalisti. Lo ha realizzato Roberto Deri, collaboratore dell’Altracittà, appassionato di fotogiornalismo.
“Sì, è stato proprio per scrivere un articolo per il giornale che ho conosciuto le persone dell’Isola del riciclaggio – dice Roberto – ho incontrato Giuseppina e la sua storia mi ha colpito, soprattutto per la sua spontaneità e voglia di farsi raccontare. Poi ho visto il bando del concorso su Internet ed ho pensato che era una buona idea raccontarla in un video”. “Così – continua – ho cercato collaboratori che avessero voglia di portare avanti quest’idea, ho trovato Gianluca Ferraioli ed Antonio Cannata, due amici giornalisti di Novaradio. Ed abbiamo cercato di capire come si fa un video, visto che eravamo tutti alle prime armi con questo mezzo. Abbiamo fissato date e appuntamenti e fatto le riprese insieme, e poi ho fatto il montaggio”. E così le Piagge e l’esperienza dell’Isola del riciclaggio sono approdate a “Che impresa”, un concorso sulle “imprese illuminate” finanziato da Regione, Provincia di Arezzo e Comunità europea. Il corto è stato proiettato anche al Settival, festival delle autoproduzioni di Settignano, e al Fesm, Fabrica Ethica Social Media Festival di Scandicci. Incontrando sempre l’interesse del pubblico.
Siamo andati a vedere come vanno le cose. Ad accoglierci c’era Tiziana, cui è stato affidato il coordinamento della nuova sede, in via di San Donnino, accanto all’ex inceneritore. Insieme a lei, l’instancabile figlio Dario: mentre parlavamo lui si perdeva tra gli oggetti e i giocattoli messi in vendita, arrivando di tanto in tanto con qualcosa di strano in mano e chiedendo alla mamma di comprarglielo. Fosse stato per lui, la bottega quel giorno avrebbe fatto affaroni.
Ma arrivano i clienti? Come vanno le cose?
Arrivano, arrivano, e sono un po’ di tutti i tipi – dice Tiziana – giovani e anziani, famiglie, gente del quartiere ma anche di altre parti della città. Hanno sentito parlare di noi magari da qualche giornale, o dal passaparola..
Ci dici in due parole come funziona?
Funziona che la gente porta la roba, oppure andiamo noi a prenderla. Ci danno di tutto, oggetti, abiti, elettrodomestici, cucine, mobili, bici. Poi le sistemiamo; c’è chi si occupa dell’oggettistica, chi ripara le cose elettriche, chi sa rimettere in sesto le bici. In tutto siamo 11 e veniamo qui a turno.
E questo posto di chi è?
Ce l’ha dato il Quadrifoglio, per ora per un anno. Non paghiamo l’affitto, per fortuna, ma le bollette rimangono a carico nostro. Ogni tanto vediamo passare i camion del Quadrifoglio: la gente butta un sacco di cose ancora utili. Sarebbe bello collaborare, potremmo recuperare molta roba.
Ma qualche collaborazione c’è, no?
Sì, c’è ‘S-carta e vinci’, promosso dal Comune: la gente ci porta carta e cartone che noi pesiamo, poi si mettono i bollini sul cartellino, e quando si raggiunge un certo peso ci sono i premi: quaderni, album, cartelline, tutti oggetti realizzati con carta riciclata.
Quanto vendete più o meno?
Facendo due conti a occhio e croce da quando abbiamo aperto, il 16 aprile, avremo incassato sui 1.200 euro. Ma non ci interessa solo l’aspetto economico: ci sono molte cose dietro all’Isola. C’è il sociale, perché a lavorare siamo noi del Cerro, una cooperativa sociale di tipo B, quindi con inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Poi c’è tutto il discorso del riuso: combattiamo lo spreco e difendiamo l’ambiente. Sarà una cosa piccola, ma almeno qualche cosa facciamo.

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