“L’isola che non c’è” apre alle Piagge. Uno spazio per piccolissimi, con l'aiuto delle famiglie

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di Valentina Bernardini

A settembre in via Liguria alle Piagge è stato inaugurato “L’isola che non c’è”, uno spazio adulto/bambino realizzato grazie all’idea e all’impegno di Maria, Riccardo, Elisabetta, Lorenzo e Tiziana. Il progetto è nato circa due anni fa, ma ha subito diversi stop dovuti al fatto che si cercava di ottenere il riconoscimento del Comune. Purtroppo tale riconoscimento, e di conseguenza l’ottenimento dei finanziamenti, non è stato possibile a causa della mancanza negli archivi comunali di alcune planimetrie relative alla rete fognaria della zona e necessarie all’iter burocratico.
Nonostante questo intoppo si è deciso di dare vita comunque al progetto, denominato “In nave verso l’isola che non c’è”, aderendo ad una delle tipologie previste dal Comune per l’infanzia e cioè quella dello spazio adulto/bambino. Questo nome indica uno spazio organizzato in cui i bambini partecipano alle attività proposte dagli educatori con coetanei e adulti, consentendo ai genitori di confrontarsi con gli altri.
Lo spazio, che è stato aperto il primo settembre, è partito grazie al lavoro di volontari, nella speranza di poter poi inserire degli operatori. L’isola che non c’è è aperta dal lunedì al venerdì su due moduli di quattro ore, uno la mattina e uno il pomeriggio, ciascuno dei quali ospiterà otto bambini dai 18 ai 36 mesi. A individuare la priorità nell’accesso allo spazio collaboreranno i servizi sociali, verificando esigenze ed orari delle famiglie.
Viene richiesto anche il contributo delle famiglie, minimo a livello economico, maggiore per quanto riguarda il coinvolgimento nelle attività, volendo essere questa anche un’occasione di scambio. Vista la maggiore disponibilità di tempo, si punta a coinvolgere soprattutto i nonni, che oltre a dedicare la loro esperienza, potrebbero anche avere la funzione di figura di riferimento per i bambini. Essendo un servizio garantito da volontari su turni, infatti, è importante cercare di garantire per i bambini una certa stabilità.
I locali, adiacenti a quelli di un laboratorio di riutilizzo, sono stati allestiti grazie ancora una volta al lavoro dei volontari, che hanno colorato le pareti della stanza, risistemato i mobili donati dalle scuole che non li utilizzavano più e al momento accatastati in attesa di nuova vita, e attrezzato il giardino, rendendo tutto accogliente e a misura di “cucciolo”.
Il progetto, dai fondi al tempo, ha bisogno di sostegno, che può essere offerto da chiunque a vari livelli. Oltre a questa prima fase di allestimento, servono altri volontari per coprire i turni, ma non solo. Con quella che viene definita “adozione di vicinanza” si consente, a chi voglia impegnarsi, sia di garantire economicamente con una piccola donazione un modulo per un bambino per un certo periodo di tempo, sia soprattutto di essere coinvolti nel progetto. Infatti, è prevista la partecipazione con attività che vanno dalla sensibilizzazione alla raccolta materiali, secondo le proprie disponibilità e preferenze.
Per informazioni C.S. Il Pozzo, via Lombardia 1p, tel. 055 373737.

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