Linux, fai da te

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Si scrive Linux, si legge software libero. E’ questo il nome del sistema operativo destinato a rivoluzionare il modo di usare il computer di moltissime persone. Con la definizione di “software libero”, si intende infatti la libertà dell’utente informatico di usare, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Il tutto alla luce del sole e nel modo più gratuito. Un modo semplice e innovativo di usare il proprio computer e di diffondere materiali, senza essere costretti a pagare costose licenze d’uso alle multinazionali del settore, come nel caso di Windows della Microsoft. Un vero e proprio inno alla trasparenza e alla diffusione dei saperi, senza violare diritti d’autore o incorrere in pesanti sanzioni. Ma soprattutto la garanzia di un controllo assoluto del proprio computer. Garanzia questa che i ben conosciuti prodotti delle multinazionali informatiche non possono e non vogliono garantire.
Una possibilità affascinante che attrae sempre più vaste aree di pubblico. Non solo hacker o smanettoni, ma molti semplici utilizzatori di computer stanno imparando a conoscere questa interessante alternativa. Lo dimostra l’affollata partecipazione al Linux Day, la giornata celebrata recentemente in Palazzo Vecchio, nata per far conoscere alla città questo sistema operativo e i vantaggi che esso offre. Tutto ciò non è passata inosservato agli occhi della Pubblica Amministrazione: stanno infatti riscuotendo un crecente interesse le mozioni presentate da Alessio Papini, Capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale, affinché Palazzo Vecchio adotti Linux nei propri uffici. Come ricordato nel corso della manifestazione, Linux offre infatti indubbi vantaggi e garanzie nel trattamento di dati pubblici e della privacy in generale. “Siamo preoccupati al pensiero – sottolinea Papini – che le Pubbliche Amministrazioni usino esclusivamente software proprietario e non libero. Questo fa sì che la sicurezza dei dati pubblici non sia adeguatamente garantita. Linux rappresenta invece una risposta funzionale e completa a questo tipo di problemi. Firenze – conclude il capogruppo dei Verdi fiorentini – è il primo Consiglio Comunale in Europa ad aver votato una mozione per l’impiego di Linux e della sua diffusione”.

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