L’inceneritore? Che brutta idea!

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“Non avrei mai pensato di ritrovarmi a parlare di rifiuti in questo splendido palazzo”. Così ha esordito Paul Connet, professore universitario di Chimica generale ed ambientale a New York, davanti alla Commissione Ambiente di Palazzo Vecchio, riunita in seduta straordinaria proprio in occasione della sua presenza in Italia. Connet, uno dei massimi esperti mondiali sul tema delle politiche di gestione dei rifiuti, ha potuto così riferire l’esperienza della “Strategia Rifiuti Zero” nel mondo e fornire alla commissione nuovi elementi per nuovi progetti. Il professore americano, spigliato e deciso, ha spiegato con tono sferzante e spesso ironico le sue ragioni: “Questa splendida città sta pensando ad una delle più brutte idee: l’inceneritore. È un’idea vecchia, l’idea nuova è Rifiuti Zero”. L’attuazione del programma “Rifiuti Zero”, che comporta un approccio rivoluzionario alla gestione dei rifiuti, consente di smaltire ogni tipo di residuo o quasi, riciclandolo ed eliminandolo senza alcun impatto ambientale. “La prima cosa da fare è quella di separare la frazione organica, che, se bruciata insieme al resto dei rifiuti, da parte innocua come sarebbe si trasforma in un pericolo per l’ambiente, perché nella combustione sprigiona un gas che causa l’effetto serra”.
“Questo programma arriva al suo risultato compiuto in venti anni – ha ammesso Connet – è necessario un processo lungo, ma alla fine è lo stesso tempo che occorre per la costruzione e messa a regime di un termovalorizzatore”. Il professore americano non ha peli sulla lingua: “Le scuse che si utilizzano nelle città dove non si vuole adottare “Rifiuti Zero” sono sempre le stesse: non è un’ipotesi realistica, non c’è tempo a sufficienza o non è un progetto adatto alle esigenze a questa città!”. E ancora: “Perché a subire l’impatto ambientale di queste creature devono sempre essere le periferie? Perché non costruite il vostro termovalorizzatore in centro?”
Connet è entrato senza timori nei dettagli del programma, con il piglio di chi sa che ciò che dice è supportato da basi solide. Nelle città dove è stata applicata, l’esempio più noto è San Francisco, la Strategia Rifiuti Zero ha prodotto in pochi anni una riduzione dei rifiuti fino al 60-70%: un risultato ottimo, che rende assolutamente verosimile l’obiettivo della “scomparsa” dei rifiuti nei 20 anni stabiliti. Il programma è rivoluzionario perché prevede la creazione di un nuovo tipo di civiltà urbana, impostata per produrre la minor quantità possibile di rifiuti. Chiaramente, in quest’ottica, afferma Connet, “le responsabilità non possono essere riversate completamente sui cittadini, che sono un attore importante, ma soltanto anello finale di una catena nella quale l’amministrazione deve stabilire le regole e l’industria dare un apporto basilare”.
Spetterà adesso alla Commissione Ambiente prendere nota ed elaborare una proposta nuova, che convinca l’amministrazione comunale che per il problema dei rifiuti esiste una soluzione praticabile, desiderabile e soprattutto sostenibile.

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