Libreria Edison, una petizione per salvare il salvabile: il vincolo d'uso

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Sara Capolungo per l’Altracittà

C’era una volta la Firenze dei libri, e delle librerie. Poi, una dopo l’altra, le librerie hanno chiuso i battenti: dalla storica Seeber, amata da Croce, Ungaretti e Montale, alla Lef (Libreria Editrice Fiorentina) frequentata da La Pira, Gozzini e don Milani, per passare alle più recenti, come la Martelli e la libreria del Porcellino, e infine, storia dei nostri giorni, la Edison. Al loro posto, fatta eccezione per la libreria Lef, sono spuntate attività che poco hanno a vedere con la cultura, e l’odore acuto delle pagine nuove dei libri, come negozi di intimo e bar cioccolaterie, mentre per la Edison il destino è ancora incerto, anche se resta in campo l’opzione, niente affatto remota, dell’apertura di un Apple store.

E’ per scongiurare tali ipotesi che i dipendenti della libreria stanno raccogliendo le firme per impedire il cambio di destinazione d’uso dei locali di piazza della Repubblica: «Purtroppo per la libreria non c’è più niente da fare – spiega una rappresentanza dei librai della Edison – è destinata alla chiusura entro la fine dell’anno. Ma molto si può ancora fare per lo spazio in cui la libreria stessa opera. Infatti, sull’immobile di piazza della Repubblica c’è da molti anni un vincolo di destinazione d’uso, posto dal Comune. Tale vincolo garantisce che almeno il 70% dell’area debba continuare ad essere adibito ad attività culturale».

Su questo punto, che ha scatenato diverse polemiche e malumori, pochi giorni fa è intervenuto, dal suo profilo Facebook, anche il vicesindaco Nardella: «Non vogliamo essere oggetto di illazioni, come quella che ci attribuisce la decisione di eliminare il vincolo di destinazione urbanistica dell’immobile, decisione che tra l’altro è solo nelle facoltà del Consiglio comunale e non della Giunta». Come dire, noi abbiamo fatto il possibile.

Non si fa attendere la replica dei dipendenti: «La nostra petizione punta ad evitare che il Consiglio Comunale cambi oppure interpreti in modo eccessivamente ampio tale vincolo». In gioco, d’altra parte, non c’è solo una libreria ma la visione stessa della città, e del suo centro storico: «Non vogliamo che il centro di Firenze si trasformi del tutto in una città vetrina e in un parco commerciale». E concludono: «Vi invitiamo a venire a firmare la nostra petizione per scongiurare che il centro di Firenze si svuoti sempre più di attività a vocazione culturale, e per sperare che in piazza della Repubblica possa essere aperta una nuova libreria».

La petizione si può firmare nei locali della libreria, in piazza della Repubblica a Firenze oppure on line a questo link: http://firmiamo.it/libraiedisonfirenze. I firmatari ad oggi sono 15mila.

Aggiornamenti su Facebook https://www.facebook.com/pages/Librai-Edison-Firenze/210214989054572?fref=ts

rappresentanzaedison@yahoo.it

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