L'Ibis di Restore Hope e il Gonfalone d'Argento.

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La scena in cui si svolge il racconto è quella di una cerimonia di conferimento di uno dei massimi riconoscimenti che l’istituzione regionale toscana appioppa allo scrittore di turno piuttosto che allo sportivo dell’anno. E’ un simbolo di riconoscimento per aver portati alti nel mondo i valori della toscanità. E’ in questo contesto che il Presidente del Consiglio Riccardo Nencini consegna nelle mani del Generale Comandante Marco Bettolini il Gonfalone d’Argento per le missioni di pacificazione all’estero, quelle compiute dalla Brigata Folgore di Livorno.

Vi ricorda qualcosa, so che vi ricorda qualcosa.

Libera associazione di idee: missioni all’estero+ folgore= Somalia.

E forse qualcosa riaffiora se non altro per lo smacco, o scoop, che Panorama diede a settimanali e quotidiani oltre che al valoroso reparto militare toscano della Folgore pubblicando alcune foto scandalo. Erano le immagini del maresciallo Valerio Ercole, assieme a due commilitoni, mentre stava applicando degli elettrodi ai testicoli di un somalo. Ercole venne condannato in primo grado ad un anno e mezzo di reclusione, poi nel febbraio 2001 La corte d’appello di Firenze ha dichiarato prescritto il reato di abuso di autorità che gli era stato contestato.

Ma il nome della Folgore è proprio legato a stretto filo con la Somalia, quella dove sono scomparsi due colleghi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. I due reporter vennero assassinati a Mogadiscio da un commando somalo il 20 marzo 1994, il giorno prima del ritiro del contingente italiano (missione Ibis al seguito di Restore Hope) dal Paese.

E allora se tutte queste cose vi sono venute alla mente, per non ricordare la gloriosa fuga a gambe levate (quella sì che meriterebbe il gonfalone), sempre dalla Somalia, quella che ci ha rinfacciato Osama nel discorso del 7 ottobre del 2001 ad Al-Jazeera, insomma se tutte queste cose vi sono risalite su, alla memoria, dal gorgo del cervello non sentite l’esigenza di porre la più banale delle domande?

Perché la “rossa” toscana pacifista, con un Presidente della Giunta che viaggia da Porto Alegre a Mumbay ospitando nel capoluogo toscano i new-global e che candida Firenze ad accogliere vertici internazionali di pace per il Medioriente deve riconoscere in un reparto speciale dell’esercito italiano il valore delle missioni di pacificazione all’estero?

Tanto per farne una… oppure, dopo che Bettolini ha dichiarato che “l’esperienza in Somalia è stata la più bella, magnifica ed esaltante” una pagina gloriosa (abbiamo le registrazioni) perché non chiedergli conto del maresciallo Ercole e dell’insabbiamento sulle indagini ai violentatori di giovanissime donne somale. Ricordo ancora, con l’urto di vomito un “collega” del TG5 che, durante la rassegna stampa della notte, disse, riferendosi alle bambine che si presumeva avessero subito abusi sessuali, “I nostri soldati in fondo non hanno fatto niente di strano visto che in quei posti si sposano a 12 anni”.

Augurandomi che il giornalista del TG5 non abbia figlie femmine, che Bettolini veda la luce con il prossimo viaggio in Somalia, dove crescono rigogliose piantagioni di cannabis, non posso non chiedermi: i giornalisti, che erano in forza ad assistere allo scambio-consegna tra paracadutistino della Folgore e Gonfalone d’Argento, non avevano domande?

Per esempio su quale fosse la rosa delle persone tra cui è stata poi scelta proprio la Folgore, che non è una di quelle domande che impanica alla follia; oppure quali sono i criteri con cui è stata valutata la “pacificità” delle missioni all’estero della Folgore. Francamente il quieto vivere per cui l’istituzione sgancia il comunicato stampa e tu ricopi le tre righe di lancio per fare l’apertura dell’intervista pacco al presidente che ti dice che la Toscana bla bla bla, oppure che Firenze bla bla bla, i prodotti tipici, bla bla bla, è uno spettacolo di estrema povertà. A chi dà soddisfazione questo modo di lavorare? Non è solo aver raggiunto la poltrona ed essercisi piazzato di culo, è fare taglia e cuci. Se stessimo parlando di sarti non sarebbero bravi neanche a fare gli orli. Ma allora perché non fanno l’impiegato in banca? O l’infermiere, o il dentista, o il dottore, o l’avvocato, o il commesso, il pittore, il giocoliere, il ladro, ce ne sono tanti di mestieri perché fare proprio questo come se fosse uguale a fare il calzolaio?

Isabella Mancini

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