17 novembre 2018

Lettera aperta a Libera sulla legalità

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Ciao Libera,
ti scriviamo come se tu fossi una persona, un volto, una donna. Ti scriviamo perché abbiamo voluto aderire a te, diventando qualcuna delle persone e dei volti di cui sei composta.
Con te volevamo condividere ciò che pensiamo e sentiamo sia Legalità.
Spesso alla domanda “Che cos’è la legalità?” ci si sente rispondere con la definizione comune che la considera tutto ciò che è conforme alla legge. Riflettendoci insieme questa definizione non soddisfa il nostro senso di giustizia e dietro a questa visione ridotta e generica di legalità spesso vengono legittimate decisioni ed azioni contrarie al bene di molti individui, quasi sempre i più deboli. Alcune leggi come per esempio la legge Bossi-Fini sull’immigrazione le consideriamo illegali e, come disse Martin Luther King, “non possiamo in coscienza obbedire alle vostre leggi ingiuste”.
La legalità non può essere separata dalla giustizia, dalla libertà e dall’uguaglianza.
Per noi legalità è lottare contro sistemi che opprimono, omologano, annientano e non rispetteno le persone, la legalità è la ricerca di regole condivise il cui rispetto possa garantire a tutti i diritti fondamentali, affinché venga rispettata la dignità di tutti e si assicuri la “vita” ad ognuno.
In questo modo legalità è ciò che non fa abbassare la testa, è il momento in cui gli occhi guardano altri occhi e si sentono alla pari…
Cara Libera, tu sei nata per combattere le mafia, ogni mafia, quella mafia che a volte siamo anche noi quando ci adiagiamo e ci adeguiamo, quando subiamo passivamente questi meccanismi perversi per paura di reagire ed urlare.
Tu sei nata, come disse il giudice Borsellino, “per amare ciò che non ti piace e cercare di cambiarlo”, per insegnare ad ognuno a restare a testa alta quando qualcuno ti chiede di abbassarla, per chiamare per nome chi volta la testa e non vuol vedere.
Abbiamo deciso di non voler essere né vittima né fautore di atteggiamenti mafiosi di ogni sorta, abbiamo deciso di unire il nostro grido al tuo per praticare quotidianamente la legalità e promuovere e difendere la giustizia ogni momento, soprattutto nel posto dove viviamo, un quartiere popolare di periferia di una importante città italiana, dove spesso la giustizia viene meno e i più deboli pagano sempre.

Cara Libera, abbiamo aderito a te e vogliamo cercare di farlo ogni giorno perché solo uniti potremo realizzare quella legalità per cui ci impegniamo.

Claudia Poli, Diego Abad, Eugenio Trausi,
Federica Trausi, Ghennet Ghebreiesus,
Giuseppe Tino, Jacopo Menichetti, Jessica Tontoli,
Laura Izzo, Lello Serra
(giovani della Comunità di base delle Piagge)

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