11 dicembre 2018

Lettera aperta al Vescovo e alla Chiesa in occasione dell'anniversario di matrimonio di Sandra e Fortunato

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con Alessandro Santoro, prete, e la Comunità delle Piagge hanno scritto al Vescovo di Firenze Giuseppe Betori e alla Chiesa tutta.

Comunità delle Piagge, Firenze, 27 ottobre 2013

Siamo qui dopo quattro anni a fare memoria e rinnovare l’abbraccio di benedizione che abbiamo vissuto allora e ci sono tornate alla mente le Sue parole di Vescovo dette e scritte che consideravano, e tutt’oggi considerano, quell’atto “privo di ogni valore ed efficacia”, alle quali abbiamo pensato e ripensato ma ancora una volta non possiamo fare altro che dire alla Chiesa, di cui facciamo parte che non riusciamo a riconoscerci e a condividere quelle Sue parole.

Allora Lei considerò quest’atto una simulazione di sacramento, appoggiandosi al Codice di Diritto Canonico e facendo forza sulla Sua “sicurezza” dottrinale. Papa Francesco nella Sua recente intervista su “Civiltà Cattolica” dice: « Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante. Io ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Lo si può e lo si deve cercare in ogni vita umana. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio.”

A noi sembra che queste parole siano la via maestra con cui le comunità cristiane, i vescovi e la chiesa nel suo insieme dovrebbero, con spirito sinodale, confrontarsi sugli atti e sulle scelte che viviamo come Chiesa. Ed è proprio alla luce di queste indicazioni che continuiamo a pensare che alla benedizione matrimoniale di Sandra e Fortunato debba essere riconosciuta la dignità di sacramento. E allora come pensare non esista e non valga quell’atto di matrimonio ufficiale firmato con fede e convinzione dagli sposi, da me come celebrante, e dai due testimoni quattro anni fa?Che cosa bisogna farne di quell’atto?

Per quel che ci riguarda oggi nella celebrazione eucaristica della Comunità, insieme abbiamo ribadito che una storia d’amore fedele è un sacramento di per sé, che l’atto d’amore vissuto con loro il 25 ottobre di quattro anni fa supera il diritto e la legge sempre e comunque e che la loro unione è benedetta e consacrata dal Dio Vivo e Vivente Padre e Madre di noi tutti.

Ancora una volta, e questa volta in maniera aperta e pubblica Le chiediamo di poter cominciare a dialogare e confrontarsi come Chiesa in spirito sinodale su questa specifica questione e su come dare dignità di accoglienza vera nella chiesa alle diverse e varie relazioni d’amore. Nel frattempo da parte nostra inviteremo le varie comunità parrocchiali ed ecclesiali ad un momento di scambio e confronto in quello spirito di condivisione e di ricerca comune a cui ci invita con le sue parole e il suo stile Papa Francesco.

Un saluto di sincera fraternità

Alessandro Santoro- prete, Sandra Alvino e Fortunato Talotta e la Comunità delle Piagge

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