L’energia pulita del vapore

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  • tanto quanto in nessun’altra regione del mondo, la geotermia copre il 25% del fabbisogno energetico. Il centro nevralgico dello sfruttamento si ha nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, proprio nella zona boracifera di Larderello. Qui l’utilizzo della fonte geotermica si è dimostrato praticabile ed efficiente: permette il risparmio di circa 16.000 barili di petrolio per ogni stagione termica, coniugando così un’importante riduzione di inquinamento da biossido di carbonio ad un risparmio economico stimato intorno al 50%.
    Il principio di funzionamento della geotermia è legato al calore della terra, che in presenza di pozzi d’acqua profondi determina la formazione di vapore ad alta temperatura e pressione, che viene utilizzato per la produzione di energia. Energia pulita e rinnovabile (il vapore condensato in acqua viene infatti immesso nuovamente nei pozzi).
    Per celebrare il centenario della geotermia la Regione Toscana ha organizzato una conferenza internazionale svoltasi nei giorni scorsi a Pomarance (Pisa). Alla conferenza si è parlato prevalentemente degli sviluppi nello sfruttamento di una fonte di energia ancora troppo poco utilizzata, rappresentando soltanto lo 0,4% della potenza elettrica mondiale. Ma non è stato trascurato il dibattito sull’impatto ambientale provocato dall’impiego di questa risorsa. A differenza dei sistemi a combustibile fossile, il meccanismo di produzione di energia geotermica non emette gas nocivi per l’atmosfera. Le centrali però, non emettono soltanto vapore acqueo, ma anche idrogeno solforato, un gas tossico per alcune specie vegetali sensibili. L’introduzione di nuove tecnologie già disponibili in grado di minimizzare queste emissioni, come l’attenzione alla progettazione di impianti meno ingombranti dal punto di vista ambientale, permetterebbero senz’altro una diffusione più ampia e meno contestata della geotermia come importante fonte di energia sostenibile.

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