Leggere o pesanti, puniremo tutti

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La via repressiva è uno strumento efficace nella lotta alle dipendenze? Lo abbiamo chiesto a chi lavora in questo campo: Paolo Piazzesi, della cooperativa CAT di Firenze e Fabrizio Mariani, della cooperativa Il cerchio di Pisa, referenti del gruppo tematico Marginalità del CNCA toscano (Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza).

Il gruppo Marginalità ha scritto un documento sulla “riduzione del danno”: di cosa si tratta?
Con riduzione del danno si intendono interventi svolti dalle unità di strada e mirati alla limitazione dei rischi connessi alla condizione di tossicodipendente – contagio da HIV, epatiti, overdose – attraverso lo scambio tra siringhe usate e nuove, l’informazione ecc… Si definisce come strumento di bassa soglia, cioè di facile accesso. Comprende una serie di azioni tese in primo luogo a tutelare e preservare la salute delle persone, ma anche a restituire loro dignità e garantire l’esigibilità e la fruibilità dei diritti di cittadinanza. Questo a maggior ragione quando le persone che incontriamo non sono in grado o non vogliono intraprendere percorsi di cambiamento.

Il governo di destra ha intralciato le politiche di riduzione del danno?
La riduzione del danno non è di destra né di sinistra, semmai in generale non è politicamente conveniente, perché rende visibili contesti e persone che è più comodo rimangano nascosti. Il governo ha avuto però la responsabilità di tagliare i fondi ai Ser.T. (servizi territoriali per le tossicodipendenze), costringendoli a ridurre le prestazioni.

Qual è per voi l’approccio adeguato con questi problemi?
Riconoscere le persone nella loro complessità e globalità, dare loro visibilità. Costruire itinerari di cura e di protezione possibili: personali, individuali, originali, in un contesto destrutturato, fuori da edifici o gerarchie. Instaurare insomma una relazione personale significativa.

Ci sono esperienze concrete che vanno in questa direzione?
A Firenze c’era l’esperienza di accoglienza di Porte Aperte (che non è stata rifinanziata): dava ai tossicodipendenti una risposta a necessità immediate (igiene personale, cibo) e iniziava con loro un percorso di recupero di dignità. Ma continua l’esperienza di Outsiders (Comune di Firenze, CAT, Associazione Insieme, Progetto Arcobaleno, Consorzio CO&SO), che dal 2002 é attivo, seppure con varie interruzioni, attraverso un’unità mobile che si rivolge a gruppi marginali del territorio fiorentino coinvolti nell’uso di sostanze o che vivono situazioni di forte degrado sociale: immigrati, senza fissa dimora, Punkabbestia, tossicodipendenti. Gli obiettivi sono la riduzione del danno, la visibilità di servizi e risorse, l’informazione e la mediazione sociale. A Pisa c’è il progetto “Gulliver”, gestito dal Cerchio per conto del Ser.T. e della Conferenza dei Sindaci dell’Area pisana, con un camper che staziona in punti di ritrovo di consumatori di sostanze psicotrope, facendo informazione e scambio di siringhe, riducendo attraverso il dialogo e la relazione anche l’incidenza di episodi di violenza e degrado nelle piazze.

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