Le tante sfumature della Finanza Etica

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È a Firenze che si concentra più della metà del microcredito erogato in Italia, il 55%, secondo uno studio elaborato per l’Associazione Finanza Etica da Lunaria. Un dato sorprendente, che fa della nostra città un laboratorio di finanza etica unico a livello nazionale.
È anche per questo che proprio a Firenze, oltre che a Bologna, si è svolta quest’anno il 18 novembre la Giornata Nazionale della Finanza Etica, che ha visto confrontarsi esperti, operatori, amministratori e semplici cittadini sui problemi e le prospettive di questo nuovo settore. Che in realtà proprio nuovo non è, ma che da pochi anni sta catturando sempre più l’attenzione. E così, anche il palazzo simbolo dell’amministrazione cittadina, Palazzo Vecchio, ha aperto i suoi battenti alla finanza etica ospitando il convegno conclusivo dell’evento. Un’occasione interessante, che ha dato modo di mettere a confronto due approcci diversi sul fenomeno: da un lato quello delle istituzioni – al convegno c’erano i rappresentanti di Comune e Regione – dall’altro quello di una realtà di base come la Comunità delle Piagge, con il suo Fondo etico e sociale che dal 2000 raccoglie risparmio tra i soci e concede microcrediti senza ricorrere alle banche.
E se da un lato Ambrogio Brenna, assessore regionale alle attività produttive, Tea Albini, assessore comunale al bilancio, e Ornella De Zordo, consigliera comunale di Unaltracittà/unaltromondo, hanno illustrato come le amministrazioni possono svolgere un ruolo fondamentale nell’orientare il sistema economico verso la certificazione sociale, piuttosto che il mondo bancario verso criteri etici, dall’altro lato don Alessandro Santoro ha ribadito che tutto questo non basta, e che per emanciparsi veramente dal “sistema” non si può che rifiutare in toto l’idea che dal denaro possa nascere altro denaro – rifiutare, in altre parole, le banche stesse.
Approcci inconciliabili? Approcci distanti, sicuramente. Ma probabilmente quel 55% di microcredito italiano che si concentra a Firenze è merito di tutt’e due, e probabilmente occasioni di confronto come il convegno che si è svolto a Firenze offrono a tutt’e due motivi di riflessione e di crescita.

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