26 settembre 2018

Le risposte dei parlamentari alla richiesta lillipuziane

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Hanno votato NO alla guerra

Sen. Stefano Boco (Verdi)
“…il terrorismo non potrà essere vinto da eserciti schierati. Gli eserciti possono sconfiggere altri eserciti, abbattere governi e regimi, catturare ed uccidere alcuni terroristi ma, con grande probabilità, gli eserciti partoriranno reazioni, dentro le quali ci saranno nuovi interpreti, nuovi assassini, nuove generazioni di folli e di terroristi…”

On. Ramon Mantovani (PRC)
“…con tutta evidenza la guerra in Afghanistan serve come tappa per la costruzione di un “nuovo ordine mondiale” unipolare (a conduzione USA) e utile alla fase attuale della globalizzazione capitalistica. Vengono travolte ONU ed Unione Europea. Il terrorismo fondamentalista trae solo vantaggi e tenta di accreditarsi come paladino dei diseredati arabi ed islamici…”

On. Giovanni Bellini (DS)
“…l’Italia sta partecipando ad una brutta guerra, (che più che colpire i responsabili del terrorismo internazionale sta colpendo la popolazione afghana) attraverso un coinvolgimento diretto che indebolisce il già scarso ruolo internazionale dell’Europa, a cui si dovrebbe puntare con maggior convinzione per costituire un corpo di pace (Caschi Bianchi) per azioni di polizia internazionale nell’ambito dell’ONU…”

Hanno votato SI alla guerra

Sen. Stefano Passigli (DS)
“Non è possibile affermare che tale azione sia illegale e in violazione della Carta della Nazioni Unite perché essa è stata espressamente autorizzata dagli organi dell’ONU oltre che rispondere agli obblighi assunti dal nostro Paese ai sensi dell’articolo 5 del Trattato Istitutivo della NATO.”

On. Vannino Chiti (DS)
“Io credo che, per raggiungere obbiettivi di questo genere talvolta si renda inevitabile il ricorso alla forza. La storia della nostra Europa ci ha insegnato che il rovesciamento di regimi totalitari, a partire dal nazismo e dal fascismo, non sia avvenuto senza il sacrificio di vite umane, soldati e civili. Non si è trattato di una mera logica di “violenza in cambio di violenza”, di un ricatto inaccettabile. Si è trattato piuttosto dell’uso della forza “per” una causa che è esattamente l’opposto di quella perseguita dal regime che si è combattuto. D’altro canto è con queste convinzioni che molti partigiani italiani hanno fatto ricorso all’uso della forza mettendo a rischio la loro stessa vita.”

On. Marida Bolognesi (DS)
“…sono assolutamente convinta dell’inutilità di questa guerra ma […] La lotta politica e il confronto con una destra che ha una maggioranza parlamentare schiacciante, ritengo non ci consenta di assumere posizioni personalistiche rispetto allo schieramento dell’Ulivo […]. Penso sia facile fare le anime belle, i solisti senza orchestra. Ho preferito sporcarmi le mani, e continuare all’interno dello schieramento…”

On Lapo Pistelli (PPI)
“…ho votato a favore della partecipazione italiana, pensando all’Europa da costruire, al terrorismo da estirpare, alla società aperta da difendere, ai militari comunque impegnati affinchè non pensassero di essere espressione di metà Paese. Ho votato a favore, nonostante questo governo, nonostante la retorica patriottarda e non patriottica, nonostante l’ossessione del prestigio abbia prevalso sul senso di responsabilità. Ho votato per una spiacevole necessità…”

On. Valdo Spini (DS)
“…non è a cuor leggero che oggi ci assumiamo questa responsabilità; del resto, lo stesso ministro Martino non ha nascosto i rischi della missione. Credo quindi che si debba avere estrema consapevolezza del momento ed anche la capacità di essere estremamente sobri e in grado di guardare, in particolare, alla tutela dei nostri soldati, delle popolazioni civili, nonché a condurre questa operazione in modo serio e responsabile. […] Non c’è via di mezzo: non si può stare fuori…”

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