10 dicembre 2018

Le Piagge, ritratto di famiglia. Un libro per capire e conoscere

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Raccontare la storia del quartiere delle Piagge non è una cosa semplice. Se ne parlate ad un fiorentino molto probabilmente vi parlerà di un quartiere a rischio e pericoloso, altrettanto probabilmente non ci ha neanche mai messo piede, e le sue considerazioni partono dall’immagine negativa che molta stampa locale ama ribadire ad oltranza. Se ne parlate in giro per l’Italia, o con le persone più attente ai fenomeni sociali della città, tutto cambia: l’immagine del quartiere è buona, anzi, esemplare. Le Piagge diventano un’oasi felice, dove è possibile sperimentare cose che altrove sarebbe difficile solo immaginare. Molti infatti conoscono per esperienza diretta, ma anche grazie alla mediazione di internet e di una stampa meno becera e più attenta alla complessità della realtà, le tante iniziative nate dal basso per volere degli stessi abitanti delle Piagge. Basti pensare al progetto di microcredito, ormai diventato un modello di riferimento per molte città italiane, oppure alle tante attività promosse dalla Comunità delle Piagge che nel tempo sono diventate l’anima, se così è possibile definirla, di coloro che hanno deciso che la loro vita e il loro quartiere meritano tutto l’impegno personale e collettivo per essere vissuti a pieno.

Raccontare la storia del quartiere delle Piagge è stato per anni l’impegno di Francesca Manuelli. È appena uscito, per le edizioni l’ancora del mediterraneo, il frutto del suo lungo e importante lavoro: ‘Le Piagge, storia di un quartiere senza storia’, con prefazione di Alex Zanotelli e introduzione di Paul Ginsborg. Ed è proprio lo storico inglese, ormai profondo conoscitore della nostra città, a definire il lavoro importante “perché ha messo in condizione giovani e vecchi di far sentire la propria voce e così facendo di creare una storia che altrimenti sarebbe andata perduta per sempre”. Emergono così i tanti volti che con fatica, e spesso nell’indifferenza altrui, cercano di vivere con dignità in un quartiere che dalle varie amministrazioni cittadine è stato prima progettato male, poi costruito peggio e infine governato in maniera paternalistica e strumentale ai soli fini del consenso elettorale. Nel libro di Francesca Manuelli emerge con efficacia la distanza tra la politica di Palazzo Vecchio e del Quartiere 5 e i desideri e le esigenze degli abitanti delle Piagge. Parte di quegli abitanti costituiscono la Comunità animata dal prete Alessandro Santoro: il libro diventa così anche l’occasione per raccontare come la classe politica al potere si sia messa di traverso a questa Comunità, che chiedeva e chiede tutt’ora attenzione e rispetto per le proprie attività. Ed è proprio Ginsborg a commentare questa dinamica. “La questione dei rapporti tra amministrazione locale di centrosinistra e Comunità delle Piagge è una storia triste, costellata di equivoci, silenzi, pantani burocratici e persino ostruzionismo. […] Il mancato sostegno alla Comunità, il rifiuto ad una progettazione comune, di rendere disponibili fondi e di dichiarare il valore dell’iniziativa si è rivelato un grave errore politico.”

Raccontare la storia del quartiere delle Piagge nel lavoro di Francesca Manuelli vuol dire anche approfondire le dinamiche demografiche, capire chi abita nella zona, i fenomeni migratori interni ed esterni. Vuol dire capire meglio i ragazzi e le ragazze che vivono alle Piagge, o al di là di quel vero e proprio muro rappresentato dalla via Pistoiese, che divide i nuovi insediamenti dall’antico abitato di Brozzi. Un questionario ci rende partecipi del rapporto tra i giovani e i loro familiari, un altro rileva la difficoltà di essere donna alle Piagge. Per l’autrice si può infatti parlare di una ‘tripla presenza’ per molte donne del quartiere: primo, l’accudimento dei familiari e della casa, spesso nel contesto di gravidanze precoci e di famiglie monoparentali; secondo, il lavoro part time, magari precario e in nero; terzo, i rapporti continui e duraturi, molte volte difficili e insoddisfacenti, con i servizi assistenziali del territorio, grazie al cui sostegno si tenta di far quadrare il bilancio economico, sociale e relazionale della famiglia. Francesca Manuelli narra la storia del quartiere delle Piagge in maniera documentata, sobria e senza indulgere in complimenti verso la Comunità di Alessandro Santoro, di cui anche l’autrice fa parte, anzi spesso ne critica degli aspetti. È il racconto amaro di una progettazione negligente, di risorse e servizi carenti e di persone con un passato difficile ‘parcheggiate’ ai margini della città. Se volete capire nel profondo come si possa compiere il destino di un quartiere di periferia, un buon punto di partenza è questo testo, costruito con l’impegno e la volontà di una persona che ama le persone con cui vive e lavora, con cui progetta e si diverte. Potete trovarlo presso il centro sociale Il Pozzo o alla bottega di Equazione in via Lombardia, e dal prossimo autunno in tutte le librerie italiane. “Le Piagge, storia di un quartiere senza storia”, di Francesca Manuelli, ed. l’ancora del mediterraneo, 2007, euro 17,00.

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