11 dicembre 2018

Le parole che escludono

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Intervistiamo Giuseppe Faso autore del libro “Lessico del razzismo
democratico. Le parole che escludono” (Derive e approdi, 10 euro).
Giuseppe Faso è un esperto d’intercultura e formatore, coordinatore
del Centro interculturale dell’Empolese Valdelsa. Il libro raccoglie
articoli e interventi dell’autore che analizzano parole come ‘extracomunitario’
usate comunemente dai giornalisti, gli intellettuali, i
politici e dalla massa dei cittadini senza riflettere sul razzismo che
contengono queste espressioni. “Lessico del razzismo democratico”
è un libro intelligente e utile perché, come dice lo scrittore Paolo
Nori nella sua introduzione “questo libro, se uno lo legge, cambia il
suo modo di parlare.”
Riflettere sulle parole non è un aspetto secondario di questi tempi?
“è necessario capire gli effetti che le parole hanno sulle cose, i
sentimenti, le esistenze delle persone. Lo strapotere dei media ci
ricorda che oggi più che mai il dire ha a che fare col fare. Le parole
e le strategie retoriche praticate da politici e intellettuali predeterminano
schemi cognitivi e slogan con cui poi l’opinione pubblica si
preclude la comprensione della realtà, e la sostituisce con fantasmi
razzisti”.
Un esempio recente (e quindi non incluso nel libro) di parole che
escludono, apparentemente non razziste?
“Non si lascia passare occasione per richiamare gli immigrati al rispetto
delle ‘regole’. E, a volte, si tratta di regole presunte,inventate
là per là, non scritte, che contraddicono regole scritte nella Costituzione
o altrove. Poi c’è il ‘sentimento popolare’, usato da molti
(e dal corsivista ‘spiritoso’ di Repubblica Michele Serra) come alibi
per legittimare la mobilitazione anti-immigrati, senza indagarne
le cause (come se i sentimenti popolari nascessero da meccaniche
divine, direbbe Battiato): e tra le cause principali ci sono i discorsi
di quindici anni di spiritosi a buon mercato, come Serra, che
hanno accesso ai media, e costruiscono l’immagine negativa degli
stranieri”.
Chi dovrebbe leggere questo libro?
“Le persone che credono di stare dalla parte giusta (la democrazia,
la legalità) e che cadono nelle trappole della xenofobia eretta a
sistema e così contribuiscono a rafforzarla. Chi proclama di essere
‘contro ogni razzismo’: l’autopresentazione positiva che copre un
razzismo inconsapevole o funge da alibi per evitare di intervenire
quotidianamente su piccoli episodi di razzismo, piccoli e grandi
diritti vilipesi”.

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