Le emergenze della nuova povertà

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MINORI – Un minore su 6 appartiene a famiglie monogenitoriali. Dopo una separazione o un divorzio spesso il genitore che convive con i figli è la donna, la quale guadagna meno dell’uomo, ha meno tutele sociali, spesso ha un lavoro più precario. La famiglia monoreddito non è in grado di mandare i figli a scuola dopo l’obbligo. Eppure la Costituzione italiana afferma che il diritto allo studio per i meno abbienti deve essere tutelato fino all’Università, anche perché più competenze ci sono e meglio è per la società intera.
ANZIANI – Firenze è caratterizzata dalla presenza di molti anziani. Per fronteggiare la povertà degli anziani occorre attivare reti di sostegno reciproco e politiche di assistenza sociale domiciliare, in aiuto delle famiglie, senza necessariamente investire in strutture centralizzate. Non tutte le famiglie infatti possono permettersi di pagare badanti extracomunitarie, e il numero dei nuclei familiari che hanno in casa un anziano non autosufficiente è oggi in aumento.
CASI PSICHIATRICI – Molte famiglie in tutta Italia hanno il problema di un familiare con problemi psichiatrici. La Legge 180 prevedeva una rete di assistenza sul territorio, mai realmente attuata. A Firenze questo problema non è particolarmente grave, ma con le politiche di riduzione della spesa sociale si sta cominciando a ventilare l’ipotesi di una struttura centrale per tenere tutti questi casi insieme, con minor costo per le famiglie e per la comunità.
IMMIGRATI – Il problema degli immigrati non si risolverà in tempi rapidi. Come accade in Inghilterra, anche in Italia la tendenza è quella a far fare loro certi lavori di serie B, mentre gli italiani compiono un esodo verso lavori di serie A. La società diventa a due livelli, con una fascia sociale straniera che non avrà vita facile.
(a cura di Andrea Bigalli e Camilla Lattanzi)

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