Le conversazioni sotto inchiesta

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Spero che tutti capiscano che il sindaco vuole toccare il parco! Cioè vorrei che su questo non ci fossero dubbi… io voglio toccare il parco”. “E non perché io voglio dare ragione a Della Valle… ma perché quel parco mi fa cacare da sempre… è chiaro?”.
Così disse Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze, parlando al telefono dell’ipotesi di collocare lo stadio nel Parco di Castello con Gianni Biagi, allora Assessore all’Urbanistica.
Anche il capogruppo Pd in Consiglio Comunale Alberto Formigli – ora dimessosi – è coinvolto nelle intercettazioni. Già socio della società immobiliare Quadra – e indagato per corruzione dalla Procura di Firenze su presunti vantaggi nelle autorizzazioni edilizie – parla al telefono con l’ex assessore Biagi: “Ricordati che io voglio 10 ettari…(…) [per costruire case, n.d.r]”. Biagi: “Quello si vede dopo raga…(…). se poi noi gli si dice [a Fondiaria, ndr] “da una parte il parco non ce lo fate, datecelo, ci si fa case”, si discuterà dopo… io questa cosa non la vorrei mettere in discussione perché se no si riblocca tutto un’altra volta. Perché se tu vuoi invece del parco farci le case bisogna cambiare la convenzione”.
Graziano Cioni – che non si è dimesso ma ha rinunciato a correre per le primarie – parla con Sonia Innocenti, a cui lui stesso aveva trovato lavoro dall’imprenditore Bassilichi, dopo aver saputo che alle primarie lei voterà Lapo Pistelli: “(…) la gente che è stata con me e poi se ne scorda, mi fa incazzare, mi fa incazzare, mi fa incazzare. Capito? Allora è bene che te ne ricordi. Ma che mi prendi per il culo?”. E chiama Bassilichi: “Mi pare che te l´ho presentata io… non la voglio più vedere… (…).. per me la mia porta per lei è chiusa… questo mi pare pacifico… e tutte le porte che le posso chiudere gliele chiudo… perché è un tradimento”. Poco più tardi Cioni chiama Matteo Renzi, presidente della Provincia, anche lui candidato alle primarie Pd: “All’Isolotto ci s’ha una fedifraga. La Sonia Innocenti: sta con Pistelli”. “Quando tu vedi Marco Bassilichi tu gli dici anche te qualcosa…l’ha messa ai rapporti con la pubblica amministrazione… “. Il giorno dopo Renzi richiama Cioni: “Ascolta due cose al volo: alla Sonia quel messaggio che mi avevi detto ieri gliel’ho fatto dare in modo molto brutale”. “A chi l’hai dato?”, risponde Cioni. Renzi: “Al suo capo… e a voce tramite Filippo Vannoni, che me l’ha portata a pranzo una settimana fa”.

Lo stesso Cioni parla con Fausto Rapisarda, nipote acquisito e tuttofare di Ligresti a Firenze, ex latitante e già condannato in Tangentopoli a tre anni e sei mesi per la mazzetta Eni-Sai. Cioni gli chiede soldi per distribuire alle famiglie il nuovo regolamento di Polizia municipale: “Graziano, ma quant’è il costo totale?”. Cioni: “Eh, il costo totale è una cifra esagerata… lascialo fare!” Rapisarda: “Certo, certo… dimmi tu, Graziano”. Cioni: “No no no, dimmelo te, io non ti voglio mettere in difficoltà… perché questo non ti deve mettere in difficoltà”. Rapisarda: “… 20? 30?”. Cioni: “30! … aggiudicato, vai! Gli altri li trovo io!”.

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