Le bombe e l’indifferenza… due armi a confronto

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Ecco il testo della lettera scritta e letta dagli occupanti di via Slataper al Teatro Verdi

Siamo un gruppo di rifugiati politici somali, etiopi, scappati dalla guerra e arrivati a Firenze dopo viaggi infiniti, nella speranza di poter costruire in questa città il nostro futuro in pace e libertà, ma per adesso la nostra vita continua ad essere molto difficile.
Abbiamo fatto tante manifestazioni per chiedere al comune un posto dove poter abitare visto che tanti di noi dormivano sotto i ponti.
Non ricevendo risposte, a maggio, abbiamo montato tante tende davanti alla fortezza. Una mattina la polizia municipale, per ordine del sindaco, è arrivata e ci ha svegliato prendendoci a calci e portando via le nostre tende con tutto quello che avevamo.
Non potevamo accettare di tornare per strada, così abbiamo deciso di entrare in un palazzo vuoto in via Slataper dove ancora oggi abitiamo. Ogni giorno però viviamo la paura che arrivino i vigili e la polizia e distruggano anche questo angolo di pace che ci siamo presi in questa città.
Il regolamento di Dublino ci obbliga a stare in Italia, primo paese dove siamo arrivati, ma qui non c’è casa, non c’è lavoro, quindi non è possibile vivere, anche pagare la marca da bollo per rinnovare il permesso di soggiorno diventa un problema.
Alcuni di noi sono stati in progetti di accoglienza a Firenze per il tempo limitato previsto dal regolamento (circa sei mesi ), ma una volta scaduto il termine siamo tornati a vivere come prima. Questa accoglienza fatta di progetti brevi e poveri di esperienze lavorative secondo noi non funziona e le nostre storie sono l’esempio, abbiamo tutti voglia di lavorare e di vivere in modo dignitoso come qualsiasi persona ma c’è qualcosa in Italia che ce lo vieta.
La storia lega i nostri paesi all’Italia da molto tempo, tanto che noi consideriamo questo paese la nostra seconda terra, ci piacerebbe vivere qui ma non in questo modo.
Chiediamo al comune di non farci vivere per scadenze ma di darci la tranquillità e gli strumenti per costruire la nostra vita come ogni uomo.

Contro ogni sgombero, per il diritto alla casa
assemblea dei rifugiati politici somali, eritrei ed etiopi,
il movimento di lotta per la casa Firenze

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