25 settembre 2018

Le 11 contraddizioni di papa Wojtyla

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Hans Küng

Nel 2006 il Corriere della Sera pubblicava un articolo del teologo cattolico Hans Küng dal titolo: Wojtyla, il papa che ha fallito, in cui indicava le undici contraddizioni che avrebbero segnato il pontificato di Giovanni Paolo II, costringendo milioni di credenti a una drammatica «crisi di speranza». Predica il dialogo ma ha isolato la Chiesa. Le sue idee di fede e di morale hanno cancellato il Concilio Vaticano II.

***

di Hans Küng

La situazione della Chiesa cattolica è seria. Il papa è gravemente malato e merita ogni compassione. Ma la Chiesa deve vivere. Per questo, nella prospettiva di un’elezione papale, ha bisogno di una diagnosi, di una sincera analisi svolta dal suo interno. Delle terapie si potrà discutere dopo. Gli oltre venticinque anni di pontificato di Karol Wojtyla sono stati una conferma delle critiche che già avevo espresso dopo un anno del suo Pontificato. Secondo la mia opinione, egli non è il Papa più grande ma il più contraddittorio del XX secolo. Un papa dalle molte, grandi doti, e dalle molte decisioni sbagliate! La sua «politica estera» ha preteso da tutto il mondo conversione, riforma, dialogo. Però, in tutta contraddizione. La sua «politica interna» ha puntato alla restaurazione dello status quo ante Concilium, a impedire le riforme, al rifiuto del dialogo intra- ecclesiastico e al dominio assoluto di Roma. Questa contraddizione si evidenzia in undici ambiti problematici. Riconoscendo gli aspetti positivi di questo pontificato, mi concentrerò quindi sui suoi aspetti critici e contraddittori.

PRIMA CONTRADDIZIONE. Giovanni Paolo II predica i diritti degli uomini all’esterno ma li ha negati all’interno, cioè ai vescovi, ai teologi e soprattutto alle donne. Il Vaticano, un tempo nemico convinto dei diritti dell’uomo ma ben disposto oggi a immischiarsi nella politica europea, continua a non poter sottoscrivere la Dichiarazione dei diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa: troppi canoni del diritto ecclesiastico romano, assolutistico e medioevale, dovrebbero prima essere modificati. La separazione dei poteri, principio fondamentale del diritto moderno, è sconosciuta alla Chiesa Cattolica romana, nel cui comportamento non vi è nessuna lealtà: nei casi di disputa l’autorità vaticana funge nel contempo da legislatore, accusa e giudice.

SECONDA CONTRADDIZIONE. Grande ammiratore di Maria, il Wojtyla predica gli ideali femminili, vietando però alle donne la pillola e negando loro l’ordinazione. Per molte donne cattoliche tradizionali (soprattutto le donne appartenenti a ordini religiosi), l’aspetto più apprezzato di questo papa è il suo respingere le donne moderne, in quanto le ha escluse da tutte le consacrazioni più importanti e considera la contraccezione appartenente alla «cultura della morte ». Tuttavia, molte delle donne che partecipano alle manifestazioni di massa del Papa, rifiutano la dottrina papale che si oppone ai metodi contraccettivi.

TERZA CONTRADDIZIONE. Questo pontefice predica contro la povertà di massa e l’indigenza nel mondo ma, al tempo stesso, con la sua posizione in merito al controllo delle nascite e all’esplosione demografica, si è reso colpevole di questa indigenza. In occasione dei suoi numerosi viaggi e anche di fronte alla Conferenza delle Nazioni Unite su Popolazione e Sviluppo tenutasi al Cairo nel 1994, questo Papa ha preso posizione contro l’uso della pillola e del profilattico e, pertanto, potrebbe essere ritenuto responsabile più di qualsiasi uomo di Stato della crescita demografica incontrollata in alcuni Paesi e del dilagare dell’Aids in Africa.

QUARTA CONTRADDIZIONE. Karol Wojtyla propaganda una figura sacerdotale maschile caratterizzata dal celibato ed è, quindi, il principale responsabile della catastrofica carenza di sacerdoti, del collasso dell’assistenza spirituale in molti Paesi e dello scandalo della pedofilia nel clero, ormai venuto alla luce. Agli uomini che si sono dichiarati pronti al servizio sacerdotale nelle comunità viene proibito il matrimonio. Questo è solo un esempio di come anche questo papa abbia ignorato la dottrina della Bibbia e la grande tradizione cattolica del primo Millennio in cui non vi era alcuna legge sul celibato per i sacerdoti. I quadri si sono ridotti, il reclutamento è fermo e fra poco, non solo nell’area di lingua tedesca, quasi due terzi delle parrocchie rimarranno senza sacerdote e la stessa celebrazione domenicale dell’eucarestia non potrà più essere assicurata, nemmeno con l’importazione di parroci e il raggruppamento delle parrocchie in «unità spirituali». Il clero fedele al celibato è dunque in crescente pericolo di estinzione. Gli scandali della pedofilia verificatisi dagli Stati Uniti all’Austria hanno inoltre gravemente danneggiato la sua credibilità, portando sull’orlo della bancarotta grandi diocesi negli Stati Uniti.

QUINTA CONTRADDIZIONE. Il papa polacco ha praticato un numero elavatissimo di canonizzazioni, ma al tempo stesso ha ignorato l’inquisizione attuata nei confronti di teologi, sacerdoti e membri di ordini malvisti dalla Chiesa. I devoti, strumentalizzati politicamente e commercialmente con spese ingenti e conseguenti profitti per la Curia, sono soprattutto pie suore, fondatori di ordini religiosi o papi come l’antidemocratico, antisemita, autoritario papa Pio IX (controbilanciati dalla canonizzazione di Giovanni XXIII). Devoti sono divenuti anche l’imperatore asburgico Carlo I e il ben poco pio fondatore dell’Opus Dei Josémaria Escrivá. Uomini e donne (anche donne appartenenti a ordini religiosi) che si sono distinti, per il loro pensiero critico e per la loro energica volontà di riforme, sono stati invece trattati con metodi da Inquisizione. Come Pio XII fece perseguitare i più importanti teologi del suo tempo, allo stesso modo si comportano Giovanni Paolo II e il suo grande inquisitore Ratzinger con Schillebeeckx, Balasuriya, Boff, Bulányi, Curran, Fox, Drewermann e anche il Vescovo di Evreux Gaillot e l’Arcivescono di Seattle Huntington. Nella vita pubblica mancano oggi intellettuali e teologi cattolici della levatura della generazione del Concilio. Questo è il risultato di un clima di sospetto, che circonda i pensatori critici di questo Pontificato. I vescovi si sentono governatori romani invece che servitori del popolo della Chiesa. E troppi teologi scrivono in modo conformista oppure tacciono.

SESTA CONTRADDIZIONE. Il papa elogia spesso e volentieri gli ecumenici, ma al tempo stesso ha pesantemente compromesso i rapporti con le Chiese ortodosse e con quelle riformiste ed evita il riconoscimento dei suoi funzionari e dell’eucarestia. Il Papa avrebbe dovuto consentire — come suggerito in molti modi dalle commissioni di studio ecumeniche e come praticato direttamente da tanti parroci — le messe e l’eucarestia nelle Chiese non cattoliche e l’ospitalità eucaristica. Avrebbe anche dovuto ridurre l’eccessivo potere esercitato dalla Chiesa nei confronti delle Chiese dell’Est e delle Chiese riformiste e avrebbe dovuto rinunciare all’insediamento dei vescovi romano- cattolici nelle zone delle Chiese russe- ortodosse. Avrebbe potuto, ma non ha mai voluto. Ha voluto invece mantenere e ampliare il sistema di potere romano. La politica di potere e di prestigio del Vaticano è stata mascherata da discorsi ecumenici pronunciati dalla finestra di Piazza San Pietro, da gesti vuoti e da una giovialità del papa e dei suoi cardinali che cela in realtà il desiderio di «sottomissione» della Chiesa dell’Est sotto il primato romano e il «ritorno» dei protestanti alla casa paterna romano-cattolica.

SETTIMA CONTRADDIZIONE. Come Vescovo suffraganeo e poi Arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla ha preso parte al Concilio Vaticano II. Una volta diventato papa, ha però disprezzato la collegialità del pontefice con i vescovi decretata proprio al Concilio. Questo pontefice ha più volte dichiarato la sua fedeltà al Concilio, per poi tradirlo nei fatti attraverso la sua «politica interna». I termini conciliari come «aggiornamento, dialogo, collegialità e apertura ecumenica» sono stati sostituiti da parole quali «restaurazione, magistero, obbedienza, ri-romanizzazione ». Il criterio per la nomina dei vescovi non è affatto lo spirito del vangelo e l’apertura mentale pastorale, bensì la fedeltà assoluta verso la condotta romana. I sostenitori del papa tra i vescovi di lingua tedesca come Meisner, Dyba, Haas, Groer e Krenn sono solo gli sbagli più eclatanti di questa politica pastorale devastante, la quale fa pericolosamente scivolare in basso il livello morale e intellettuale dell’episcopato. Un episcopato reso ancor più mediocre, rigido, conservatore e servile, è forse l’ipoteca più pesante di questo lunghissimo pontificato.

OTTAVA CONTRADDIZIONE. Questo papa ha cercato il dialogo con le religioni del mondo, ma contemporaneamente ha disprezzato le religioni non cristiane definendole «forme deficitarie di fede». In occasione dei suoi viaggi o «preghiere di pace», il papa ha radunato con piacere attorno a sé dignitari di altre chiese e religioni. Non vi erano tuttavia molte tracce reali della sua preghiera teologica. Anzi, il papa si è presentato in sostanza come un «missionario » di vecchio stampo.

NONA CONTRADDIZIONE. Il papa polacco ha assunto la funzione di rappresentante della fede in un’Europa cristiana, ma il suo ingresso trionfale e la sua politica reazionaria hanno involontariamente favorito l’inimicizia nei confronti della Chiesa, se non addirittura l’avversione contro il Cristianesimo stesso. La campagna di evangelizzazione del papa, il cui punto centrale è rappresentato da una morale sessuale ben poco adeguata ai tempi, ha discriminato soprattutto le donne: quelle che in questioni controverse, quali la contraccezione, l’aborto, il divorzio, l’inseminazione artificiale hanno dimostrato di avere opinioni diverse da quelle della Chiesa, sono state definite portatrici di una «cultura della morte». Attraverso interventi politici— come è accaduto in Germania contro il parlamento e l’episcopato nel caso del conflitto sul tema della gravidanza —, la Curia romana ha dato l’impressione di rispettare poco la separazione giuridica tra Stato e Chiesa. Il Vaticano cerca (attraverso il gruppo parlamentare del Partito popolare europeo) di esercitare delle pressioni anche sul Parlamento europeo, incentivando l’ingaggio di osservatori particolarmente vicini alle idee di Roma per questioni relative alla legislazione sull’aborto. Invece di farsi ovunque fautrice di soluzioni ragionevoli che consentano la mediazione, la Curia romana con i suoi proclami acutizza di fatto a livello mondiale la polarizzazione tra oppositori e sostenitori dell’aborto, moralisti e libertini.

DECIMA CONTRADDIZIONE. Come carismatico comunicatore e «star» mediatica, questo papa fino alla sua veneranda età ha fatto presa in particolare sui giovani, ma si è appoggiato soprattutto ai «nuovi movimenti» di origine italiana, all’Opus Dei di casa in Spagna e a un pubblico acritico e fedele del Pontefice. Tutto ciò è sintomatico del rapporto del papa con la laicità e della sua incapacità di dialogare con un pubblico critico. I grandi raduni mondiali dei giovani sostenuti a livello regionale e internazionale, sotto la sorveglianza della gerarchia dei nuovi movimenti laici (Focolare, Comunione e Liberazione, St. Egidio, Legionari di Cristo, Regnum Christi, etc.), hanno attirato e attirano centinaia di migliaia di giovani. Molti di essi volonterosi, troppi del tutto acritici. Il carisma personale di Wojtyla è quasi più importante dei contenuti da lui trasmessi. Le domande che i giovani avevano posto al papa e che, in occasione del suo primo viaggio in Germania, lo avevano messo in serio imbarazzo, in seguito non sono state più consentite. Le associazioni cattoliche di giovani, che non si trovano sulla linea del Vaticano, vengono disciplinate e messe alla fame dall’ordine romano attraverso il ritiro di finanziamenti da parte dei vescovi locali. Inoltre viene messa in discussione la fiducia un tempo accordata all’ordine dei gesuiti: prediletti dai papi precedenti, ora vengono percepiti come sabbia negli ingranaggi della politica di restaurazione del papa a causa delle loro qualità intellettuali, dei loro teologi critici e delle opzioni teologiche di liberazione. Invece Karol Wojtyla, già ai tempi in cui era ancora arcivescovo di Cracovia, concesse la piena fiducia all’associazione segreta Opus Dei, potente sia dal punto di vista finanziario che in termini di influenze, ma antidemocratica e in passato compromessa con regimi fascisti.

UNDICESIMA CONTRADDIZIONE. Giovanni Paolo II ha offerto nel 2000 una pubblica confessione dei peccati per gli errori della Chiesa nel passato, senza però trarne alcuna conseguenza pratica. La confessione dei peccati ampollosa e barocca inscenata a San Pietro per gli errori della Chiesa è rimasta vaga e ambigua. Il papa ha chiesto perdono solo per gli errori dei «figli e delle figlie della Chiesa» ma non per quelle del «Santo Padre», per quelle della Chiesa stessa e dei gerarchi presenti. Il papa non ha mai preso posizione in merito agli intrighi delle varie sedi della Curia in affari mafiosi e ha contribuito più all’occultamento che alla rivelazione di scandali e crimini (Banca Vaticana, il «suicidio» di Guido Calvi, l’omicidio avvenuto nell’ambiente del corpo delle guardie svizzere…). Anche con la rivelazione degli scandali della pedofilia dei clericali, il Vaticano è stato straordinariamente titubante.
Nonostante alcune richieste, il papa non ha mai dato udienza ad alcuna vittima. Anzi, ha riempito di elogi un insigne criminale nel corso di una fastosa cerimonia al Vaticano: il messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo (500 sacerdoti e 2.000 seminaristi) e del movimento laico Regnum Christi, diventato ormai concorrente ancora più conservatore dell’Opus Dei.

Le conclusioni

Per la Chiesa cattolica questo Pontificato si rivela, nonostante i suoi aspetti positivi, una grande speranza delusa, in fin dei conti un disastro, perché Karol Wojtyla, con le sue contraddizioni, ha profondamente polarizzato la Chiesa, allontanando i suoi innumerevoli uomini e gettandoli in una crisi epocale.
Contro tutte le intenzioni del Concilio Vaticano II, il sistema romano medioevale — un apparato di potere caratterizzato da tratti totalitari — è stato restaurato grazie a una politica personale e dottrinale tanto astuta quanto spietata: i vescovi sono stati uniformati, i padri spirituali sovraccaricati, i teologi dotati di museruola, i laici privati dei diritti, le donne discriminate, le iniziative popolari dei sinodi nazionali e delle chiese ignorati. E poi ancora scandali sessuali, divieti di discussione, dominio liturgico, divieto di predica per i teologi laici, esortazione alla denuncia, impedimento dell’eucarestia. Di tutto questo è forse colpevole «il mondo»? La grande credibilità della Chiesa Cattolica, cioè quella ottenuta da Giovanni XXIII e dal Concilio Vaticano II, ha lasciato il posto a una vera e propria crisi della speranza.

Questo è il risultato della profonda tragicità personale di questo papa: la sua idea cattolica di stampo polacco (medioevale, controriformista e antimoderna), in qualità di Pontefice Karol Wojtyla l’ha voluta portare anche nel resto del mondo cattolico. Si è però verificato il contrario di ciò che egli sperava: la Polonia stessa è stata travolta dal moderno sviluppo secolare e, dopo la sostituzione dell’alleanza elettorale in carica fino al 2001, Solidarnosch, si appoggia sempre meno alle idee di fede e di morale promosse dal Pontefice. Quando verrà il momento, il nuovo papa dovrà decidere di affrontare un cambio di rotta e dare alla Chiesa il coraggio di nuove spaccature, recuperando lo spirito di Giovanni XXIII e l’impulso riformistico del Concilio Vaticano II. «Videant consules», i consoli vogliano fare in modo che la repubblica non subisca danni, si diceva nell’antica Roma. «Videant cardinales», i cardinali vogliano fare in modo—si dovrebbe dire nella Roma di oggi—che la Chiesa non subisca danni.

0 Comments

  1. ALBERTO SENATORE

    BEATIFICAZIONE di GIOVANNI PAOLO II.
    NOI NON SIAMO D’ACCORDO.
    Domenica 1 maggio 2011, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ha organizzato la beatificazione di Papa Wojtyla. La notizia è stata accolta con giubilo dal popolo cattolico.
    C HE COS’ E’ LA BEATIFICAZIONE ? L’atto e la solenne funzione religiosa con cui il Papa dichiara beato un servo di Dio, autorizzandone il culto pubblico.
    Ma non tutti hanno gioito, anzi, una buona parte di teologi cattolici, ha espresso un forte dissenso, evidenziando le numerose contraddizioni teologiche in cui è incappato Papa Wojtyla, e documentando in modo inequivocabile, i bizzarri comportamenti che poco si addicono ad un “ santo padre ”.
    • A nome dell’Associazione Antipedofilia “ il piccolo Davide ”, di cui sono portavoce, desidero esprimere anche la nostra indignazione.

    Ritengo poco rispettoso nei confronti delle vittime dei preti pedofili, e dei loro familiari, beatificare colui che, avendone la possibilità , non esercitò la sua autorità per contrastare la pedofilia clericale e per neutralizzare i preti pedofili, ma, al contrario, ha contribuito attivamente all’insabbiamento delle denunce, favorendo così la diffusione epidemica della pedofilia nella chiesa cattolica.
    Nel maggio 2001, la Congregazione per la dottrina della fede emanò una circolare, per mandato di Giovanni Paolo II, con la quale si ordinava a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di non denunciare, quindi di occultare le segnalazioni e le denunce di abusi sessuali, in cui erano coinvolti dei sacerdoti, imponendo di fatto il segreto pontificio.

    Praticamente, lo Stato Vaticano con quella circolare ufficializzò e legalizzò la pratica dell’omertà sulla pedofilia.

    Chi erano gli autori e firmatari del vergognoso documento, datato 18 maggio 2001 ?

    Joseph card. Ratzinger, prefetto della Congregazione, attuale Pontefice, e Tarcisio Bertone, all’epoca segretario della Congregazione. Quel documento, negli Stati Uniti fu classificato come ostacolo alla giustizia americana, e procurò a Ratzinger e Bertone l’incriminazione con le accuse di cospirazione contro la giustizia ed ostruzione alle indagini.
    Reati che in America prevedono l’arresto. Conseguenza evitata dalla miracolosa, quanto sospetta elezione a Papa, e dall’intervento dell’allora Presidente degli Stati Uniti, George Bush, che per evitare un devastante rinvio a giudizio per Ratzinger, impose l’immunità diplomatica dovuta ai capi di stato. Il Papa è anche capo dello Stato del Vaticano.
    La richiesta di comparire in giudizio a carico di Ratzinger e Bertone è stata riconsegnata in Vaticano martedì 12 aprile 2011, con la quale si formalizza per entrambi l’accusa di favoreggiamento; in Italia il reato è previsto dall’articolo 40 del Codice Penale – Rapporto di causalità: “ Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.
    Come genitore sono sdegnato. Come portavoce dell’Associazione “ il piccolo Davide ”, ritengo che, la beatificazione di Papa Wojtyla, sia una offesa al buon senso, una ulteriore violenza per le vittime ed una umiliazione alla giustizia. Beatificare colui che avallò la pedofilia e coprì i preti pedofili, equivale a premiare i fautori dell’omertà. Per la chiesa cattolica questa beatificazione è l’atto solenne con cui Wojtyla sarà innalzato agli onori degli altari, ma per le vittime di preti pedofili e per i loro familiari questa è omertà beatificata.
    Se questa è la tolleranza zero promessa da Ratzinger contro la pedofilia clericale, noi non siamo d’accordo. In fede, Alberto Senatore .
    Giffoni Valle Piana – 26 aprile 2011 ilpiccolodavide@hotmail.it

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  2. alessio di benedetto

    La prova del nove circa le collusioni più che palesi fra l’ex dittatore Pinochet, la Santa Sede e Wojtyla avvenne quando, in occasione dell’arresto di Pinochet a Londra (1998), per un mandato di cattura spiccato dal giudice spagnolo Baltazar Garzón per genocidio e per violazione dei diritti umani di diversi cittadini spagnoli vittime del regime dittatoriale, il Papa Giovanni Paolo II fece pressioni di ogni tipo presso la Camera dei Lords per il rilascio del Generale ormai molto malato (poverino!) e nel rispetto del suo “delicato stato di salute” . Il 19 febbraio 1999, il cardinale Sodano intervenne presso il governo di Londra, invocando ragioni umanitarie, affinché l’ex dittatore fosse messo in condizione di esercitare il diritto di “tornare nel suo paese” . Dal Cile, nel frattempo, si levò un coro di vescovi che cantava i valori evangelici della “riconciliazione e del perdono” . Perdono a chi si era reso colpevole di gravissimi crimini contro l’umanità: sparizioni d’interi gruppi familiari, barbare esecuzioni di oppositori politici, carcerazioni illegali, feroci torture, violenze carnali, campi di sterminio…
    Quando finalmente un briciolo di dignità occidentale riemerse dai suoi oscuri interessi economicistici e nel 2005 Pinochet (che si era sempre richiamato ai “principi cristiani”) fu portato in tribunale, così rispose ad un giudice cileno, a discolpa dei suoi eccidi:

    “Soffro per quelle morti, ma è Dio che agisce. Mi perdonerà se ho ecceduto in qualcosa, anche se penso di non averlo fatto” .

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  3. silva

    Non voglio esprimere giudizi sulla persona di Giovanni Paolo II, né sull’opportunità della beatificazione, visto che non ho alcuna competenza in materia e non sta a me giudicare, tanto più che non sono religiosa.. Quello che però voglio criticare aspramente è l’esposizione della bara e l’esposizione della reliquia col sangue del beato. Non ce l’ho con la gente semplice che bacia le reliquie, ce l’ho con vescovi e cardinali che sono persone colte e che consapevolmente alimentano la superstizione popolare. Le gerarchie ecclesiastiche vogliono dei fan non dei fedeli capaci di porsi delle domande.

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  4. alessandra

    che dire come al solito i vostri articoli sono tristi, complottisti e scontati, banali e
    grigi e fanno torto non solo al tema del contendere ma anche e soprattutto a cose e persone che pensate di difendere, le vittime: dai bamnbini abusati ai preti rivoluzionari, alle confessioni di altre religioni, alle donne, alla teologia tradita dal post Concilio eccetera …Niente di bello nemmeno per loro, quelli da riscattare, relegati a propaganda triste e ignorante, soprattutto critica facile e degna di animi anche qui piccoli e da controriforma ribelle..;cosi non si capisce e non si scopre il futuro che ha bisogno di categorie non cosi misere e meccaniche di analisi… prigionieri siete degli errori che volete denunciare e che legate invece ad una concettualita limitata e oscura …rossa e oscura come nero e oscuro.
    invece ci sono persone e cose come Dio e in questo caso con le sue pur probabili, ovvie mancanze..,karol W. che sono bianchi e gialli e sanno scappare volare su di noi con mezzi non contemplati dal vostro piccolo mondo stupido e scontato di limitate trattazioni e rozze culture contrapposte…;

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  5. Maurizio Sarcoli

    Per Alessandra: se l’altracittà è triste e scura e Karol W. è bianco è giallo i preti pedofili e chi li copre ieri e oggi di che colore sono?
    Io credo che sia utile anzi necessaria questa beatificazione lampo al prestigio della chiesa delle gerarchie. W. era popolare in vita ed è stato mitizzato dopo morto. Benedetto decimosesto e suoi amici gerarchi usa questa popolarità per allontanare l’attenzione dagli scandali come la pedofilia che ha sbancato le chiese statunitense e irlandese, lambendo anche quella tedesca e italiana, ma le denunce in italia non sono partite ecco perché don Cantini non è processato e ormai per decorrenza dei termini non più processabile.
    Come fa – mi chiedo – la chiesa degli amici dei dittatori, dei conservatori, del disprezzo per le donne, dell’abuso sui minori, dell’accettazione dell’ingiustizia sociale (“Gesù Cristo non ha organizzato campagne contro la povertà”) a convivere con il Vangelo e il suo messaggio rivoluzionario, che ha parlato e parla a tutti gli ultimi, gli indifesi, donando la speranza di un Dio che li accoglie come figli?
    Il mio piccolo mondo stupido è la realtà, se Alessandra vive nella fantasia è segno che se lo può permettere, ciao Alessandra, scendi dall’Olimpo e torna tra gli esseri umani.
    Maurizio

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  6. alessandra

    l-olimpo non é dei privilegiati ma dei coraggiosi e di chi vuole…; non di chi può permetterselo, …anche i diseredati e gli ultimi non perché sono tali sono salvi, intoccabili, puri, come al solito vedo una generalizzazione semplice, comoda psicologicamente, in questo spaccare il mondo in buoni e cattivi giusto e sbagliato:::non può sapere chi mi ha risposto cosa mi é costato pensare, agire così, eppure generalizza, suppone ::be i preti pedofili e la lotta alle ingiustizie e le difficoltà a operare giustamente, coraggiosamente sono lunghe, vie più complicate di come appaiono comodamente a Maurizio, più dolorose almeno e più ricche di segreti e sfumature e di indicazioni! ::e queste sono importanti tanto quanto la denuncia! capire é il dovere che accompagna la verità, la sua ricerca almeno….e per quanto riguarda il colore dei preti pedofili penso sia il colore grigio dell’intenzione con cui vengono da noi guardati e giudicati..;fin che ci saranno non c-é nessun colore che li renda… (!) nemmeno il rosso della denuncia o il nero della condanna …il mondo é così..salire e scendere dall’Olimpo che ci dona l’a,ore di Dio e nel viaggio operare e pensare…..

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  7. Maurizio Sarcoli

    Sono contento siamo d’accordo con Alessandra su un punto:
    “capire é il dovere che accompagna la verità, la sua ricerca almeno…”
    sotttoscrivo in pieno queste parole, come quelle relative alla compelssità e alla lunghezza della via per lottare contro le ingiustizie sociali; facciamo un esempio: ci sono persone che muoiono dormendo al freddo mentre alcuni rappresentanti della chiesa cattolica vivono nel lusso (cosa c’è di evangelico in questo non lo capisco).
    Evito di fare precisazioni che riguardano me stesso e cosa cerco di fare nella mia vita perché non credo sia interessante per chi legge, mentre mi pare interessante decidere il colore dei pedofili direi che ‘marrone’ gli sta bene, siano preti vescovi o laici.
    Ciao, Maurizio

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  8. alessandra

    be visto che ci stiamo rilassando nei commenti
    penso che è l-Attenzione e l’InTEnzione a cui dobbiamo riservare tutto lo spazio possibile come presupposti di guida che devono regolare una sana ricerca della verità, e che ci farà superare gli scogli dei cristiani nelle mollezze e dei poveri nelle strade ::e che è meno stupido questo gioco dei colori,:di quanto può apparire ::
    nero il brutto che ci ferisce; miraggio opalino il farci discutere e quel lampo giallo della piccola amicizia che grazie al discutere di loro è uscita tra me e maurizio::
    ah, cosa fanno le buone intenzioni!

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  9. alessio di benedetto

    L’AMICO DEI PEDOFILI

    Nel ‘78 e nell’‘89, durante il pontificato di Giovanni Paolo II, le vittime degli abusi sessuali da parte del fondatore dei Legionari di Cristo Maciel Degollado scrivono direttamente al pontefice. Ma i Legionari sono troppo potenti. Riscuotono troppo credito presso Dziwisz e Wojtyla non può far altro che definire Maciel “una guida efficace per la gioventù”. Peccato che il papa non specifichi a che tipo di guida si riferisse, visto che oltre ad un buon numero di mantenute e ad una figlia illegittima, il Legionario numero uno contava un passato di droga e alcolismo nella sua lunga carriera religiosa da lasciare perplesso anche un boss della malavita organizzata. Altri esposti parlano di decine di Legionari abusati, prima nel 1995 e poi nel ‘98 : sono sempre i nove sopravvissuti alle sevizie a denunciare i fatti. Ne scaturisce un’indagine ecclesiastica (1998), che però è bloccata nel 2001. Anche Ratzinger, nel 1999 avrebbe espresso apprezzamento per l’opera di Maciel al vescovo messicano Carlos Talavera Ramírez: non è prudente sollevare un simile caso, poiché quell’uomo ha fatto tanto bene per la Chiesa, suscitando così numerose vocazioni. Talavera e l’ufficio stampa vaticana negano simili affermazioni . Tra gli accusatori ci sono insegnanti, professori universitari, imprenditori, linguisti, ingegneri, avvocati e dirigenti scolastici.

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