13 novembre 2018

L'Azienda totale. L'analisi di Renato Curcio

image_pdfimage_print

Renato Curcio è il direttore editoriale della cooperativa sociale “Sensibili alle foglie”. Nata nel 1990 con l’obiettivo di approfondire la ricerca nel settore delle cosiddette “istituzioni totali”, ovvero carceri, manicomi, ospizi, centri di permanenza temporanea per stranieri, ma anche i colossi della grande distribuzione, è stata presentata in un incontro pubblico giovedì sera alla presenza della Comunità delle Piagge. Ne abbiamo approfittato per fare alcune domande.

Perchè questa cooperativa editoriale?
Dall’esigenza di cercare un linguaggio di risposta al malessere derivato dalle situazioni estreme rappresentati dalle esperienze vissute nei carceri, nei manicomi, negli ospizi ecc… Queste esperienze possono produrre effetti devastanti per il futuro della vita di un uomo. Il nostro sforzo sta proprio nello studio delle dinamiche relazionali che si verificano in queste situazioni e nella ricerca del metodo migliore per dare un supporto concreto a queste persone.

Di cos’altro vi occupate?
La nostra iniziativa di ricerca si sviluppa attraverso un’attività editoriale che si propone due obiettivi: dare voce a storie paradigmatiche narrate da chi le vive; dare spazio alla saggistica prodotta da autori ai quali la grande editoria non ha dato un’occasione oppure alla traduzione di saggi prodotti all’estero. C’è poi un altro ambito su cui lavoriamo, che è quello dei linguaggi espressivi. Ci sono persone in difficoltà consegnano la loro capacità di resistenza a linguaggi espressivi che noi raccogliamo e pubblichiamo: disegni, quadri o anche solo scarabocchi. Possediamo il più grande archivio d’Italia di questo genere.

Fra gli studi più interessanti che avete prodotto c’è sicuramente quello sul mutamento nell’organizzazione del lavoro delle aziende.
Esattamente. Alcune organizzazioni sindacali ci hanno chiesto questo lavoro di ricerca per studiare l’atteggiamento di alcune aziende, in particolare quelle della grande distribuzione. Abbiamo rilevato come elemento fra i più interessanti la grande capacità di adattarsi alle esigenze del cliente. Questo, ovviamente, comporta anche per i lavoratori di quelle aziende una forte propensione all’adattamento nel cambiamento nel lavoro. Questi atteggiamenti da parte delle aziende sono finalizzati ovviamente all’accaparramento di una fetta sempre più grande di clientela.

Ma il cliente riceve dei benefici da un atteggiamento che sembra andare in suo favore?
Purtroppo per accaparrarsi il cliente queste aziende tendono sempre di più a fare credito: una volta esaurita la fetta di denaro che il cliente ha in tasca si passa alla cattura del denaro che ancora deve essere guadagnato favorendo i pagamenti con carte di credito. Questo nelle persone crea un senso di precarietà grandissimo, molti hanno molta paura di perdere il proprio lavoro e di non poter più assolvere a questi impegni economici.

Come vede la ricerca di un’immagine etica di alcune aziende nella grande distribuzione alimentare?
La parola etica va bandita perché per le aziende conta solo il denaro. Sono tutte operazioni di marketing per catturare i consumatori. Le strategie etiche sono il territorio più insidioso del marketing e sono atte a nascondere le operazioni sull’organizzazione del lavoro.

Renato Curcio è direttore editoriale della cooperativa Sensibili alle foglie. Per queste edizioni ha pubblicato: nel 1990, con S. Petrelli e N. Valentino, Nel Bosco di Bistorco; nel 1993, La Soglia; nel 1995, Metrò; nel 1997, Reclusione Volontaria; nel 2001, con N. Valentino, Nella Città di Erech; nel 2002, L’Azienda Totale.

www.sensibiliallefoglie.it

Intervista di Duccio Tronci

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *