L'Ateneo e suoi guai, la città si interroga

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La notizia più rumorosa è che il polo universitario sociale di Novoli – costato quasi 90 milioni di euro – non è ancora finito ed è già cadente e pericoloso, come da puntuali denunce degli Studenti di sinistra. Quella che lascia sperare sta nei due ordini del giorno approvati in consiglio comunale da centrosinistra di governo e sinistra critica di opposizione. Entrambi in vista della nascita di un ‘tavolo interistituzionale’ permanente di confronto fra l’amministrazione comunale, la componenti istituzionali dell’ateneo, e quelle che nell’ateneo ci studiano e lavorano. Compreso il Coordinamento cittadino scuola-università, di cui in Palazzo Vecchio si fa portavoce Ornella De Zordo. Infine la domanda delle cento pistole: quella che il consigliere Luca Pettini del Pdci rivolge all’intera assemblea, che in occasione del consiglio tematico sull’università è allargata al rettore Marinelli, ai ricercatori precari e non, agli studenti: «Che ne sarà degli spazi ex universitari del centro e di Santa Marta? Credo che dovrò esserci un confronto alla pari, valutando gli interessi generali della città».
In ordine di apparizione ecco Gaetano Gaballo e Alessia Russo del collettivo FuoriLogo di Economia, che denunciano il crollo strutturale di alcuni pannelli in cartongesso all’entrata del palazzo D5 di Novoli che ospita Giurisprudenza: «In passato era già piovuto dentro – spiegano – perchè non sono state finite le grondaie, e così l’acqua piovana si accumula sul soffitto, si infiltra e rompe i pannelli sia dei soffitti che delle colonne». I non pochi calcinacci sono stati buttati in un angolo, per fortuna sono caduti – da un’altezza di otto metri almeno – nella notte. Alcuni metri quadrati del soffitto del porticato di Giurisprudenza, transennato e off limits, sono pericolanti. «Hanno recintato anche l’entrata di Scienze politiche perchè sul soffitto c’è una crepa – proseguono i due Studenti di sinistra – e ora stanno bloccando pure l’entrata di Economia. E’inaccettabile, lo denunceremo alla magistratura».
Nel pomeriggio, al consiglio comunale, si arrabbia il rettore Marinelli: «Abbiamo acquistato gli immobili ‘chiavi in mano’, è la terza volta che ci sono incidenti del genere, ora chiederemo i danni». Intanto nel salone dei Dugento vanno avanti gli interventi. Parlano Dario Nardella della commissione cultura. Cinzia Cipolat di Sinistra universitaria (che poi a margine osserva: «Ok il tavolo, e non fateci cadere i soffitti in testa»). Moreno Verdi dello Snur-Cgil a nome dei lavoratori, tanti precari compresi. Il sindaco Domenici. E Marta Zanieri degli Studenti di sinistra, pronta a rilevare fra le tante (giuste, ndr) cose dette il mancato bilancio sugli effetti della riforma 3-2, e soprattutto «il totale silenzio sull’ultima modifica fatta alla riforma dal ministro Moratti, con il percorso ad ‘Y’ passato nell’indifferenza del corpo docente, degli organi collegiali degli atenei, della stampa».
Protestano civilmente quelli del Coordinamento cittadino scuola università, esponendo lo striscione «Ricercatori precari: l’innovazione siamo noi». Si preparano già, se davvero il ddl Moratti sullo stato giuridico della docenza sarà tolto dalla discussione, così come assicura Marinelli, ad una discussione nel merito. Non sarà breve.

Riccardo Chiari

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