L'assessore Allocca sale sul tetto: "Dal Governo macelleria sociale". Sostegno da De Zordo

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da Repubblica Firenze

La protesta di Salvatore Allocca all’Albergo popolare di via della Chiesa
“Sono sempre stato da battaglia e da scrivania. Convocherò qui anche le riunioni”

L’assessore al welfare della Regione Toscana Salvatore Allocca è salito sul tetto dell’Albergo popolare in via della Chiesa in Oltrarno per protestare contro il Governo. “Fa macelleria sociale: i cittadini e i lavoratori sono parte lesa, così come Regioni ed enti locali ed è senza precedenti l’attacco del Governo allo stato sociale, ai diritti di cittadini e lavoratori”. Allocca appartiene alla Federazione della sinistra. “Sono sempre stato da battaglia e da scrivaniaa – spiega l’assessore – nella mia vita ho fatto tutto, da Valle Giulia a Genova allo sciopero della fame con Ferrero. Una volta mi sono anche legato a un cancello e da questo tetto non scendo di certo. Convocherò qui le riunioni e mi allontanerò solo per partecipare a quelle necessarie”

Secondo l’assessore cittadini e lavoratori sono, insieme alla Regione Toscana, parte lesa.
Il decreto legge n. 78 del 2010 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” arriva dopo una crisi economica a lungo negata che ha impoverito le famiglie e colpito il tessuto produttivo del paese. “L’impianto della manovra non ha alcuna posta destinata allo sviluppo ed alla equità, ma ha come unico riferimento la riduzione della spesa pubblica di Regioni ed enti locali e, con essa, la riduzione della quota destinata agli interventi sociali, al trasporto pubblico, al sostegno dell’occupazione, il non rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, alla sanità, alla scuola. Una riduzione drastica che arriva alla fine di un triennio in cui il governo Berlusconi aveva già messo ripetutamente le mani nelle tasche degli enti locali e quindi dei cittadini a cui sono destinati i servizi”.

“E’ alla fine di questa cura che arriva, con il Decreto 78, il taglio per la Regione Toscana di 320 milioni di euro per il 2011 e di 360 milioni per il 2012 – dice Allocca – Una somma a cui si aggiunge quanto negato a Province e Comuni dello stesso territorio. Una somma che chiama la giunta regionale ad uno sforzo enorme per chiudere in pareggio e senza esercizio provvisorio, il bilancio di previsione 2011. Un pareggio da conquistare attraverso l’eliminazione virtuosa degli sprechi, attraverso la riduzione drastica dei costi di funzionamento della macchia amministrativa e della rappresentanza politica, attraverso la razionalizzazione della erogazione dei servizi, ma un pareggio che non può non prevedere, vista la consistenza della diminuzione delle entrate, inevitabilmente misure dolorose per i lavoratori e per gli utenti. Ogni servizio lascia sul campo una fetta importante di risorse, mentre il “patto di stabilità” impedisce anche l’utilizzo di somme presenti nei bilanci ed altrimenti immediatamente disponibili producendo ritardi ingiustificabili nella riscossione di somme dovute agli enti locali, alle imprese di servizi, ai fornitori”.

L’assessore spiega che dopo le centinaia di lavoratori saliti sui tetti per difendere il posto di lavoro, possono fare la stessa forma di protesta anche gli amministratori.

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Riceviamo e pubblichiamo

De Zordo: “Condivisione e sostegno alla mobilitazione dell’assessore Allocca”

Esprimiamo sostegno alla protesta dell’assessore regionale al welfare e alle politiche per la casa, che è salito sul tetto dell’Albergo popolare di Firenze per denunciare i tagli del Governo allo stato sociale e ai diritti di cittadini e lavoratori. La manovra del decreto legge 78 comporta una riduzione drastica delle risorse destinate agli interventi sociali, al sostegno all’occupazione, alla scuola, alla sanità, oltre che al trasporto pubblico. Penalizza dunque esattamente la parte più debole della popolazione, quella già vessata da una crisi economica che ha fatto diminuire il suo reddito e l’ha privata di servizi spesso indispensabili per non scivolare in situazioni insostenibili.
La forma di mobilitazione dell’assessore toscano – che esplicitamente richiama le forme di protesta di tanti lavoratori che sono negli ultimi mesi saliti su un tetto per esprimere la loro protesta – è utile a mettere in evidenza le conseguenze catastrofiche che avrà un taglio di 320 milioni di euro alla Regione Toscana per il 2011- e di 360 per il 2012 – un taglio che non può essere ammortizzato con la pur necessaria eliminazione di sprechi. E’ quindi necessario, insieme a una riduzione oculata dei costi di funzionamento della macchina amministrativa, che si attui, come chiede Allocca, lo scorporo delle spese sociali dal patto di stabilità e che si possano impegnare spese per l’emergenza abitativa e altri servizi tanto più indispensabili in una contingenza quale quella che stiamo vivendo. Ci auguriamo che la sua coraggiosa protesta non resti un caso isolato.

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