L’Aquila. Due anni e non sentirli

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dal blog invece, sulle edizioni online delle principali testate è stato concesso spazio adeguato per ricordare rispettosamente l’anniversario.
Per onorare questa tetra ricorrenza, vi consegniamo un ritratto de L’Aquila odierna da parte di una voce autorevole, Anna Pacifica Colasacco, alias Miss K, blogger da sempre molto attiva e cittadina aquilana duramente colpita dal sisma:

Due anni sono stati niente per noi e per la nostra città. Perché la gestione del nostro post terremoto ci sta togliendo la speranza. E tutti sappiamo quanto la speranza sia necessaria per ricostruire le vite. La speranza può partire solo da qualche certezza, seppur minima. Ebbene, noi di certezze non ne abbiamo. Se qualcuno mi chiede una previsione di rientro a casa mia, non so proprio cosa rispondere. Dico dieci anni, forse venti. Perché nulla so. Vedo, però, che, a due anni, le macerie sono ancora lì. E non abbiamo individuato un sito di stoccaggio. Non sappiamo neanche esattamente quante tonnellate siano. Vedo che la città ed il suo territorio vanno avanti alla giornata, senza alcun piano o progetto generale. Si va avanti rabberciando di qua e di là, costruendo dell’abominevole provvisorio che tutti sanno sarà definitivo, proponendo ancora, a due anni, tende per giovani ed anziani. Ci muoviamo in mezzo al brutto, fra un centro commerciale e una casa dormitorio. E ci muoviamo male, senza mezzi di trasporto pubblici, in auto, sempre, in mezzo al traffico. Eppure la nostra città è bella, meravigliosa. E’ bella anche profondamente ferita. Io piango, di fronte alla sua bellezza. E le ferite, quelle ferite, me la fanno amare ancor di più. Sono stati chiamati esperti, luminari, saggi. Abbiamo strutture che dovrebbero partorire idee. E fatti. Ma abbiamo il nulla. Solo la desolazione dell’immobilismo. E in pochi urliamo che la rivogliamo questa città. Sempre pochi, sempre meno. Ché la speranza, lo dicevo, sta finendo. E il terreno è pronto, e fertile. Per chi vuole speculare.

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