L'Antimafia all'università

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All’interno del Forum Nazionale Antimafia, la cinque giorni di incontri e dibattiti sul tema della lotta alla mafia, organizzata dagli Studenti di Sinistra dell’Ateneo fiorentino, il 23 ottobre si è svolto un dibattito sulle infiltrazioni mafiose in alcuni comuni siciliani, alla presenza del sindaco di Gela Rosario Crocetta, del giornalista Rino Giacalone del quotidiano “La Sicilia” e del presidente del Consiglio comunale di Firenze Eros Cruccolini.
Da sempre impegnato in prima persona alla lotta alla mafia, Crocetta è entrato immediatamente nel dettaglio della situazione del suo comune, parlando in modo molto chiaro e diretto del sistema di aggiudicazione degli appalti pubblici. <>, spiega il sindaco, <>. L’introduzione di una normativa più rigorosa rispetto a tale prassi ha fatto sì che dal 2003 solo tre appalti siano stati aggiudicati secondo il vecchio sistema. La chiara direzione impressa dal sindaco a tutto l’apparato normativo del suo comune, ha rappresentato un terremoto per le imprese mafiose e da qualche tempo il sindaco è scortato da due guardie del corpo e conduce una vita blindata. <>, prosegue Crocetta, <>. <>.

Il giornalista Rino Giacalone porta l’esperienza della sua città, Trapani, dove gli appalti vengono spesso aggiudicati all’ultimo momento dal funzionario della commissione giudicatrice grazie all’apposizione della cifra che fa vincere la gara all’impresa mafiosa. << L’ho visto anche io un ingegnere commissario in una gara d’appalto che, resosi conto della presenza di due poliziotti in borghese, si è infilato in bocca il foglio con cui indicava all’imprenditore mafioso la cifra per l’aggiudicazione..>>

La testimonianza di queste due persone coraggiosamente impegnate nel lavoro di smascheramento delle prassi e dei nomi degli imprenditori mafiosi si è conclusa con la preoccupata constatazione che la mafia continuerà ad esistere e prosperare finchè non ci sarà la volontà da parte delle istituzioni e del potere politico di considerarla come problema di ordine morale, e non di sicurezza pubblica. <>, conclude Giacalone.

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