L'America di Amerigo

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Che Amerigo Vespucci sia nato a Peretola è cosa dubbia, rendiamo merito a quegli storici che ce lo attribuiscono. Con certezza, nel Borgo, nacque Amerigo nonno del Navigatore, il quale lasciò il paese verso il 1420 per stabilirsi nelle case di Borgognissanti, presso i cugini ricchi, con il proposito di avvantaggiare economicamente la sua famiglia. Le case di Peretola e di Brozzi furono vendute nel 1483 da Amerigo il Navigatore, erede con il fratello Antonio. L’origine peretolina di questa illustre Casata è documentata in loco da una lapide marmorea posta sulla piazza di Peretola ove si legge:
IN QUESTO VILLAGGIO DI PERETOLA
EBBE ORIGINE
LA NOBILE E POTENTE FAMIGLIA VESPUCCI

DALLA QUALE SORTI’ I NATALI DEL GRANDE AMERIGO
DA CUI PRESE NOME
L’AMERICA
IL MUNICIPIO DI BROZZI
NELLA SEDUTA DEL 16 OTTOBRE 1877
PER ETERNARE LA GLORIOSA MEMORIA
DELIBERAVA CON UNANIME VOTO
LA PRESENTE ISCRIZIONE
Nuova Spagna, Indie Occidentali, Nuovo Mondo… fino a che nel 1507 Nicholas Lud assieme allo zio Vautrin Lud, superiore del monastero di Saint-Die, Strasburgo, allestì nella propria abitazione una piccola stamperia, ove fra i collaboratori era Martin Waldseemüller, nativo di Radolfzell, località sulle rive del lago di Costanza. Il gruppo si accinse ad una nuova edizione della geografia di Tolomeo, aggiornando l’antico atlante in conseguenza delle scoperte di Cristoforo Colombo e di Amerigo Vespucci ed in particolare documentandosi sulle “Lettere” del Vespucci che costituivano vere e proprie relazioni dei suoi viaggi nel Nuovo Mondo. A Waldseemüller venne affidato il compito di disegnare la carta del Nuovo Mondo, sulla quale, per la prima volta, venne scritta la denominazione “America”, il 25 di aprile del 1507.
L’Atlante reca il titolo “Universalis Cosmographia secundum Ptolomei traditionem et Americi Vespucci alieorunque lustrationes”; la carta del Waldseemüller reca in alto i ritratti di Tolomeo e di Amerigo Vespucci. Questo importante documento scomparve completamente, probabilmente superato dai nuovi aggiornamenti cartografici, e solo nel 1900 venne ritrovato dal prof. Joseph Fischer nella biblioteca del castello di Wolfegg. Tuttoggi resta l’unico esemplare esistente dove, per la prima volta, si legge la denominazione “America”.

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