L’Altracittà di nuovo con voi. La forma cambia, le idee no

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Quello che avete tra le mani è il primo numero della nuova serie dell’Altracittà, il giornale voluto dalla Comunità delle Piagge nell’ormai lontano 1995. La forma si rinnova, ma resta immutata la volontà di continuare a narrare la realtà in maniera libera e indipendente dai poteri economici e politici. L’Altracittà, come scrivemmo dodici anni fa, rimane un giornale di parte. Vogliamo dare voce a chi non ce l’ha, difendere i beni comuni, ricostruire dal basso una democrazia ormai avariata, sostenere le esperienze virtuose di partecipazione, accompagnarvi nella resistenza quotidiana ad un sistema che giorno dopo giorno colpisce i più deboli per esaltare i più forti.

Quando iniziammo questa esperienza percepivamo, nonostante le tante difficoltà, il desiderio della politica di metter mano positivamente ai problemi delle Piagge e della città. Tangentopoli era appena terminata e ci era sembrato che la classe politica fosse migliore. Ci siamo illusi, come forse molti di voi, e lo riconosciamo senza imbarazzo. La Comunità delle Piagge ha faticato molto in questi anni, ma è andata avanti caparbiamente con le proprie forze per tentare di dare risposte a chi viene escluso dalla società. Nel migliore dei casi, tranne rare eccezioni, le istituzioni sono state assenti; nel peggiore, sono state ostili. Per questo vogliamo sostenere con ancora maggior forza, se possibile, l’azione della società civile organizzata, intesa come cittadinanza attiva in difesa dei beni comuni, impegnata per l’estensione dei diritti, rispettosa dell’ambiente e delle risorse naturali. Per mantenere questo impegno vogliamo poter controllare liberamente l’azione politica degli amministratori pubblici, raccontarne vizi e virtù, descrivere le dinamiche che determinano le loro scelte.

Ci sentiamo noi stessi protagonisti della società civile quando rappresenta il sentire delle persone comuni, che faticano ad arrivare alla fine del mese, che vedono erosi i loro diritti, che sono sempre più tagliate fuori dai luoghi della partecipazione attiva. La nostra redazione, sempre aperta, è fatta di persone con esperienze diverse, con lavori diversi, spesso anche con eterogenee visioni del mondo. Stiamo insieme perché ci unisce la volontà di praticare quel ‘giornalismo cittadino’, oggi esploso grazie ad internet, che contribuisce a rovesciare quei modelli – sociali, economici e politici – che ci vengono imposti dall’alto e stravolgono le nostre vite. Allo stesso tempo vogliamo definire meglio l’identità della comunità in cui viviamo, per poi raccontarvi quello che abbiamo capito.

Contiamo sulla vostra attenzione e sul vostro sostegno, non esitate quindi a scriverci, segnalarci notizie e avvenimenti, e soprattutto abbonatevi con il tagliando che trovate nell’ultima pagina.

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