l'Altracittà sostiene The Cross Cultural Communication Project

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Cross Cultural Communication Project
alle informazioni e a nuove relazioni. Allo stesso tempo il web opera anche come gigantesco filtro sulla rappresentazione della realtà online, con modalità sensibili alle diverse culture e ai diversi assetti istituzionali, e fuori dal controllo degli utenti. In altri termini, è un potentissimo strumento di agenda setting che opera in maniera particolarmente sottile, invisibile.

La rete digitale, inoltre, non è una realtà omogenea e flat, ma al contrario un ambiente comunicativo frammentato e stratificato, percorso e organizzato da specifici interessi. I flussi informativi possono essere direzionati in modo molto selettivo, per manipolare l’agenda dell’informazione, cosí che la Rete può diventare un potente specchio deformante. A volte però la stessa rete è anche una potentissima lente rivelatrice di ciò che altri media non tematizzano.

Se la tecnologia e il suo controllo sono fattori che giocano un ruolo importante nel definire questi processi divergenti, una delle dimensioni sociali emergenti della articolazione del web è quella collegata alle diverse esperienze della Rete prodotte e fatte da persone con culture diverse. Per esempio, cinesi, arabi, europei producono e usano la stessa Rete? Quali realtà rivela la navigazione tramite motori di ricerca in diversi contesti culturali? La sfera pubblica online è sensibile ai contesti istituzionali, cosí come quella offline?

Grazie a Enrico Bisenzi, il Laboratorio si propone di affrontare queste ed altre questioni che diventano sempre più importanti nella misura in cui le tecnologie sembrano svilupparsi più velocemente della consapevolezza nel loro uso. Si tratta infatti di questioni centrali non solo per muoverci con maggior consapevolezza nella rete e nella società tecnologica e multiculturale in cui viviamo (o, forse potremmo dire meglio, vorremo vivere), ma anche per poterla studiare più correttamente.

La riuscita di questo Laboratorio su Internet e multiculturalità è fortemente legata alla partecipazione di persone di diverse nazionalità. Il Laboratorio si articola in momenti teorici e pratici sulle varie forme che la comunicazione telematica assume nel mondo. L’analisi su come le diverse tecnologie digitali (dispositivi mobili, motori di ricerca, eccetera) interagiscono con culture e linguaggi naturali si accompagnerà alla sperimentazione diretta da parte di studenti e studentesse e alla discussione. In particolare, la navigazione si svolgerà su concetti e temi culturalmente sensibili (es: terrorismo, omosessualità, immigrazione, aborto, razza, polizia, eutanasia, anarchia, hacking, femminicidio, rom, etc.).

Date le caratteristiche del Laboratorio, aperto a tutti gli interessati, indipendentemente dal piano di studi, è richiesta l’iscrizione. E’ auspicata la partecipazione di volontari e operatori impegnati sul versante dell’immigrazione, ed in particolare degli operatori di nazionalità non italiana.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: qui oppure scrivete a freschiATunifi.it, e-bisenziATinfoaccessibile.com


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