L’altra emergenza sicurezza

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Ci voleva la tragedia avvenuta negli stabilimenti della ThyssenKrupp di Torino per riparlare nel nostro paese della vera emergenza sicurezza, quella sul lavoro. Spesso, anche se è brutto a dirsi, ci si sveglia su certe questioni quando “ci scappa il morto”. Il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro sembra in qualche modo fare eccezione: a vedere gli ultimi dati, aggiornati a settembre, erano infatti già 774 le persone che nel 2007 nel nostro paese avevano perso la vita per incidenti sul lavoro. Il 13% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sottolinea l’Inail, ma non quanto basta per tirare un sospiro di sollievo. Per questo la Regione Toscana ha recentemente coordinato una campagna estiva (stagione in cui si intensifica l’attività) di vigilanza sui cantieri edili, considerati quelli a maggior rischio. I dati pubblicati di recente, pur segnando un lieve miglioramento della situazione nella nostra regione, restano allarmanti: il 63% dei cantieri passati al setaccio dal 22 maggio al 31 luglio dai dipartimenti di prevenzione delle Asl non sono risultati in regola. 1745 violazioni totali su 1086 cantieri visitati di 1680 imprese. Ben 159 (il 15% del totale) i cantieri controllati in cui è stato necessario sospendere i lavori, 11 quelli sequestrati (l’1%). Anche in Toscana il numero di morti sul lavoro (58) nei primi nove mesi del 2007 è inferiore del 21% rispetto allo stesso periodo del 2006, ma più di 6 vittime al mese restano comunque una vergogna.
Il legame fra politica e industria rende ancora oggi troppo difficile un’efficace azione per l’adeguamento delle condizioni di lavoro, in cui insicurezza e precarietà sono spesso facce delle stessa medaglia. Certo ci aspettiamo qualcosa di più di semplici: “Basta!”.

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