La voce degli oggetti

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Grazie al bando di concorso per progetti sulla riduzione dei rifiuti, la cooperativa Il Cerro ha ricevuto un finanziamento di 30.000 Euro da Regione e Quartiere 5. Eccoci nell’Isola del Riciclaggio, alle Piagge. Giocattoli, peluches, giochi da tavolo. Un cult anni settanta: l’enciclopedia “I Quindici”, venduta porta a porta, naturalmente a rate. Scaffali zeppi di libri, pile di piatti e bicchieri scompagnati. Fumetti, un carrello pieno di bambole, e una lampada a raggi ultravioletti, anni 70, equipaggiata da occhialini neri con l’elastico.
Il garage pullula di vita: una quindicina di persone sono in riunione attorno a un vecchio tavolo. Cittadini del quartiere, donne, uomini, ragazzi. Decidono quel che in gergo si chiama “organigramma”. Tiziana prende in consegna la stanza dell’oggettistica: toccare, inventariare, controllare, contare, riordinare migliaia di oggetti. Come concentrarsi con tutti quei colori e quelle forme? Organizzazione dei ritiri col furgone: due volte alla settimana si fa il giro per ritirare sacchetti o casse di roba vecchia. Le famiglie offrono ciò che ritengono inutile, togliendosi d’impiccio montagne di roba, ora stipate negli sgabuzzini, in soffitte, soppalchi e cantine. Colpa di Ikea, e delle inaugurazioni Ipercoop: la corsa all’ultima offerta speciale rende orfane immense quantità di oggetti dall’inestimabile valore affettivo e storico, sostituiti all’improvviso, come da catalogo infilato a forza nella cassetta della posta. Le riunioni si terranno ogni lunedì successivo alla seconda domenica di ogni mese. Una data bizzarra… ma c’è un motivo: la seconda domenica di ogni mese c’è il mercatino dell’antiquariato in piazza Santo Spirito, dove la cooperativa ha un banco.
Quali benefici per acquistare usato? Risparmio personale, finanziamento di un’attività autogestita, e poi il risparmio sociale: meno ingombro di rifiuti, meno servizi di smaltimento, meno camion per strada, meno traffico, meno inceneritori, aria più pulita.
C’è da andare all’Annona. “Chi sarebbe questa Annona?”. Si va di nulla, penso io, ma l’iniziativa nasce dal basso, e questo è il bello. “Questo è un aspetto del progetto – spiega Maurizio – Poi c’e’ l’attività di recupero e valorizzazione dell’usato. Un laboratorio di sartoria esegue riparazioni di ogni tipo. Un laboratorio d’idraulico, un elettricista ripara qualsiasi elettrodomestico rotto, e laboratori di arti povere, perché la fantasia ci permette di usare gli oggetti in mille modi, superando gli schemi delle abitudini.”
Mi allontano ed esploro silenziosamente altre stanze. C’è una stanza zeppa di monitor e altri pezzi di computer. Sono vecchissimi terminali dalle forme affascinanti, tra Spazio 1999 e Odissea nello spazio.
Riscoprire gli oggetti è bellissimo, specie se sono usati, vissuti. E riciclarli, al di là dell’utilità sociale, significa anche essere capaci di ascoltare le mille storie che raccontano.

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