La tragedia afgana

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Gli uomini sono così ingenui da credere alle apparenze: potrebbero addirittura credere che una bambina con i capelli corti e gli abiti di suo padre sia effettivamente un uomo. Così una ragazzina afgana si lascia convincere dalla nonna, sotto il ricatto dell’amore, a farsi passare da ragazzo per poter andare a lavorare e sostenere la mamma e la nonna, ormai sul lastrico perché relegate in casa dal regime talebano. E così se ne va fuori per le strade da sola, circondata dalla violenza e dalla paura.
Come se non bastasse, viene reclusa nella scuola talebana ad imparare l’arte della guerra. È qui che, nella violenza di quel luogo, ritrova un giovane amico di quando era ragazza. Lui l’aiuta, la difende fino all’ultimo. Lo sguardo complice fra i due ragazzini è ciò che salva lo spettatore dalla disperazione nell’assistere ad un teatro di pura follia. Non raccontiamo il finale, tragico e forte, sperando che rimanga in mente, piuttosto, lo sguardo innocente e speranzoso di quei due ragazzi innocenti e bellissimi.

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