La Toscana colorata di pace

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Manifestazioni per la pace in tutta la regione. Tra poco verrà lanciato un appello da alcuni sindaci toscani per la costituzione in ogni Comune di Comitati locali per la Pace, per sostenerei diritti dell’informazione, la democrazia nella comunicazione, favorendo la massima partecipazione di tutte le realtà presenti e attive sul territorio per favorire le ragioni della pace, della solidarietà, dell’equità.
Grazie all’ Anva Confesercenti, 300 bandiere della pace sventoleranno sui banchi del mercato settimanale delle Cascine a Firenze. Oltre 500 i pistoiesi che hanno aderito alla manifestazione per la pace di sabato prossimo a Roma. Nel frattempo, si avvicina la manifestazione nazionale del prossimo 15 febbraio contro la guerra, che ha già raccolto migliaia di adesioni. “Parteciperemo in tanti a Roma alla manifestazione nazionale per la pace. – ha detto il segretario toscano dei Ds, Marco Filippeschi, parlando delle iniziative contro il rischio di guerra in Iraq – Promuoviamo oltre cento pullman, più i treni speciali. Insieme all’Arci, alla Cgil, a tante associazioni, siamo impegnati a garantire la partecipazione piu’ grande”. “Evitare la guerra. – ha spiegato ancora Filippeschi – Sostenere tutte le iniziative che, come quella franco-russo-tedesca rivolta all’Onu, possano scongiurare un conflitto dalle conseguenze incalcolabili. Queste sono le priorita’ della nostra iniziativa politica. La Toscana puo’ dare un contributo importante, perché in un anno d’iniziative sui grandi temi della globalizzazione e del governo mondiale abbiamo costruito molto. Rispondiamo cosi’ all’appello dei vescovi toscani con un impegno unitario di tante forze diverse”. Non c’è dubbio che il fatto che i pullman per la capitale siano già esauriti e che se ne chiedano altri è un segno più che positivo. Il senato accademico dell’ ateneo pisano, intanto, ha approvato all’ unanimita’ una mozione in cui si ricorda che ”il primo dei diritti umani e’ il diritto alla vita”. Nella piazza di Greve, giovedi’ prossimo, sara’ liberato uno stormo di colombe bianche, momento culminante di una manifestazione con tutti gli alunni delle scuole nell’ ambito del progetto ”Vivere i valori”. Il sindaco del Comune di Montelupo fiorentino Marco Montagni ha acquistato 200 bandiere della pace che sono state appese nelle vie principali e nelle tribune del nuovo stadio Castellani. I Ds di Livorno ne hanno invece acquistate 10.000, una cifra considerevole se rapportato all’estensione territoriale della città. Ma l’idea è far partire anche da questa città un segnale di pace netto, inequivocabile.
La bandiera della pace sara’ esposta anche sulla facciata di Palazzo Vecchio. Il consiglio comunale ha invitato anche ”le aziende partecipate ad esporre questa bandiera presso le proprie sedi e sui propri mezzi”. Certo la decisione non ha entusiasmato l’opposizione, a cui andrebbe spiegato che la pace non ha un colore politico, è un valore universale, o perlomeno dovrebbe esserlo.
Dal presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, e dal professor Franco Cardini, docente di storia all’ateneo fiorentino, viene un altro appello contro l’intervento armato in Iraq.
“Nessuna ragione giustifica oggi l’intervento armato in Iraq. – si legge nell’appello – Disarmo del regime di Saddam Hussein e ricerca di una rinnovata liberta’ per il popolo iracheno possono essere perseguiti attraverso incisive iniziative concordate dalla comunità internazionale. L’Europa non puo’ accettare decisioni unilaterali. L’Europa non puo’ ritrovare la sua unita’ attorno ad un progetto di mediazione diplomatica. La battaglia contro il terrorismo internazionale necessita di coesione e di una strategia condivisa”. Pieno sostegno all’impegno del Papa contro il rischio della guerra è stato espresso dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini, in una lettera inviata al segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Angelo Sodano. ‘Tutta la Toscana si riconosce nella parola di pace del Sommo Pontifice e nel suo no a questa guerra. – dice il messaggio – Per questo chiediamo a Sua Santita’ di continuare a compiere tutti gli sforzi possibili per evitare il tragico e imperdonabile errore di un nuovo conflitto, augurandoci che l’incontro con il vice primo ministro Tarek Aziz possa dare grandi frutti di pace’.
E’ in continua crescita la spontanea partecipazione degli italiani per evitare un conflitto che promette solo gravi e imprevedibili conseguenze, dimostrando così una straordinaria sensibilità. Ma chi governa sembra non voler ascoltare né vedere cosa sta accadendo nel paese. La doccia fredda però arriverà presto, il prossimo 15 febbraio, con un forte no gridato contro la guerra.

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