La storia. 'Con i migliori auguri…'

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Emma ha 87 anni. Vive nel suo alloggio di via Piaggia dal 1969: 32 anni, praticamente da sempre. Mi accompagna da lei Caterina, la vicina del piano di sotto, che apre la porta con le chiavi di casa che Emma le ha affidato ‘per sicurezza’. Anche l’altra vicina, quella cha abita proprio accanto, ne ha un mazzo: “Qui ci conosciamo tutti, ci aiutiamo. Ieri, per esempio, mi sono alzata tardi, chissà perché visto che sono mattiniera: alle 8 ho sentito bussare alla porta e poi girare la chiave e una voce chiedere: ‘Tutto bene Emma? Sai…non ho visto le persiane aperte stamani‘…”
È vestita con una calda tuta grigia, pettinata e ordinata, linda e curata come la sua casa di 40 metri quadri: la cucina rifatta tutta bianca e funzionale, il bagno nuovo, la camera e il salotto ordinatissimi e accoglienti. Mi dice con orgoglio che fa tutto da sé, che dagli infissi all’imbiancatura, a tutto ha pensato lei. “Però, so che qui una minestra calda in ogni evenienza non mi mancherà, c’è Caterina, e poi gli altri…”
Anche lei ha letto il giornale l’11 Dicembre. “Ma dove mi vogliono portare? – mi domanda fissandomi con gli occhi azzurri vivissimi – Non lo sanno che spostarmi vuol dire farmi morire?”
Cinzia e Fabio sono giovani, hanno due figli, Diletta e Manuel. Se ne stanno tutti in 33 metri quadri, 39 con la cantina.
“Siamo abusivi- mi dice Cinzia- certo sappiamo di aver fatto una cosa che non dovevamo, ma eravamo già sposati, Manuel aveva due anni e ancora vivevamo io da mia madre, Fabio dalla sua. In ciascun appartamento eravamo tre famiglie tutte assieme, dormivamo sul pavimento, non c’era posto per stare assieme io, mio marito e mio figlio. Abbiamo saputo che qui c’erano 28 appartamenti sfitti, murati e abbiamo ‘sfondato’. Adesso sono 12 anni che stiamo qui, paghiamo l’affitto regolarmente, ma sulla busta dei pagamenti che arriva dal comune c’è scritto ancora AB: abusivi. Vorremmo rimettere a posto la casa, adeguare gli impianti, togliere l’umidità, ma senza un contratto, un foglio, nulla in mano non ce la sentiamo di spendere soldi, specialmente ora che abbiamo letto della ‘rottamazione’. Andrebbe bene anche essere spostati, vorremmo solo u po’ di tranquillità.”
Varo e Mirella, 75 anni lei, 80 lui: lucidi, combattivi, pieni di energia e sdegnati per la ‘imperizia’ con cui vedono fare giorno dopo giorno i lavori da 800 milioni nello stabile. Il loro è un appartamento appena ristrutturato, praticamente nuovo: ‘Ma dove ci vogliono mandare dopo 33 anni? E perché nessuno ci ha interpellati o ci ha scritto?”
Ma davvero nessuno vi ha scritto niente? “Beh, in effetti, qualcosa dal comune è arrivato…” e Caterina mi estrae da una bella busta di carta pregiata color seppia un cartoncino lucido con una elegante scritta in oro: “Buon Natale e un sereno 2002”. Firmato Tea Albini.

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