La solidarietà ripudia la guerra

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Dopo settimane di mobilitazione contro la guerra anche Firenze si organizza sul fronte degli aiuti alla popolazione irachena. Questione delicata quella dell’intervento umanitario: il confine che separa aiuti e affari è sottile e il rischio di partecipare al gioco di chi intende soltanto rendere più accettabile la logica della guerra è molto alto. Non sempre c’è stata chiarezza su questo, come dimostrano le recenti guerre del Kosovo e dell’Afghanistan. Questa volta tuttavia, ed è forse uno dei frutti della nuova, diffusa consapevolezza creata dal movimento pacifista, intervento umanitario e opposizione alla guerra sembrano essere vissuti come una cosa sola.
E così, quanti hanno partecipato alle manifestazioni o hanno esposto la bandiera della pace alla finestra adesso sono impegnati nell’organizzazione degli aiuti.
La mobilitazione è molto ampia: scuole, organizzazioni sindacali e politiche, associazioni, istituzioni locali.
Emergency ha stipulato un protocollo d’intesa con la Regione Toscana per il progetto “Adotta un ospedale”: circa settanta fra comuni e province raccoglieranno fondi fra i cittadini e li invieranno direttamente a uno degli ospedali dell’associazione.
I Comuni di Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino, Figline, Borgo San Lorenzo, Impruneta, Pontassieve, insieme alla Provincia di Firenze e ad alcune associazioni e organizzazioni fiorentine, hanno dato vita al “Comitato Aiuti Iraq Firenze”. La destinazione dei fondi è ancora in via di definizione: ad assicurarne il buon uso è la gestione diretta da parte delle organizzazioni umanitarie. Garanti i Sindaci e il Presidente della Provincia, conto su Banca Etica (c/c 511720 Banca Popolare Etica, abi 05018 cab 02800).
Impegnato negli aiuti anche il comitato cittadino “Fermiamo la guerra”, cui aderiscono molte realtà del movimento pacifista fiorentino e, fra gli altri, ARCI, Lilliput, Firenze Social Forum, sindacati di base e CGIL. Gli aiuti saranno raccolti in rapporto diretto con il “Tavolo di solidarietà con le popolazioni dell’Iraq”, che si è costituito a livello nazionale su invito dell’associazione “Un ponte per…”.
Il Tavolo è uno dei riferimenti obbligati per tutti coloro che a livello cittadino si muoveranno a sostegno della popolazione irachena. Tante le associazioni promotrici: ACLI, ARCI, Beati Costruttori di Pace, FIOM-CGIL, Forum Sociale Europeo, ICS, Legambiente, Tavola della Pace, Terres des Hommes, solo per citare alcune delle più note. Oltre agli aiuti alimentari è previsto l’invio di medicinali, anestetici e materiale chirurgico per gli ospedali.
La posizione del Tavolo sul rapporto con chi ha promosso o appoggiato la guerra è netta: nessuna collaborazione con le forze militari, piena autonomia nell’individuazione degli interventi, impegno a non utilizzare fondi del Governo italiano e a denunciare tutte le iniziative di aiuto umanitario che il Governo italiano o altri governi o istituzioni dovessero mettere in atto a copertura della propria partecipazione alla guerra. Garanti Pietro Ingrao, don Luigi Ciotti, Margherita Hack, Pierre Carniti, versamenti sul ccb 108080 Banca Popolare Etica, abi 05018 cab 03200 o sul ccp 507020, causale Solidarietà Iraq.

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